Chi non ricorda il Geo di San Mauro Mare? Per moltissimi “boomer” di oggi è stato molto più di una discoteca: un luogo simbolico, capace di segnare la giovinezza di intere generazioni. Dal 1967 al 2003, per ben 36 anni, il locale ha ospitato serate, feste e concerti rimasti impressi nella memoria collettiva di chi li ha vissuti.
Prima Geo, poi Mesibisco e infine Gheodrome: nomi diversi per uno stesso punto di riferimento del divertimento romagnolo. Tra quelle mura sono nati amori poi diventati matrimoni, amicizie durate una vita e incontri che ancora oggi vengono ricordati come momenti indelebili. Il locale faceva capo a Pietro Bevitori, storico patron insieme a Guerrino Galli, nomi legati anche all’Altromondo Studios di Rimini.
Nel 1983 il Geo venne completamente rinnovato. Erano gli anni d’oro della Riviera Romagnola, quando d’estate si registrava il tutto esaurito ovunque e senza prenotare con largo anticipo era difficile trovare persino un posto letto nell’entroterra.
In quel contesto le discoteche rappresentavano uno degli elementi centrali dell’offerta turistica e dell’intrattenimento serale. Il Geo viaggiava a pieno regime, sempre affollato, con punte di circa 3mila persone a serata. Tra i dj che hanno segnato quell’epoca vengono ricordati Ricci, Moka, Cangini e Parrini.
Una delle figure più emblematiche di quegli anni fu Ettore Santinello, personaggio sospeso tra realtà, mito e gossip anni Novanta. Per diversi anni lavorò al Geo come buttafuori e, grazie alla sua notorietà come bodyguard, venne impiegato anche nella sicurezza durante alcuni tour italiani di Madonna tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. Proprio in quel periodo cominciò a circolare la leggenda di un presunto flirt tra i due: una storia raccontata più volte dallo stesso Santinello e mai confermata ufficialmente dalla cantante. Santinello morì nel 1995 di Aids, ma il suo nome resta ancora oggi legato all’immaginario di quella stagione.



Sempre in quegli anni il Geo seppe distinguersi anche per formule innovative, come quella dei Colazione da Tiffany: una presenza da club fortemente scenografica e fashion. Occupavano un privé dedicato, arredato con divani e tavolini affacciati direttamente sulla pista. I componenti del gruppo si muovevano e ballavano con un’estetica volutamente appariscente, alternando presenza scenica, piccoli interventi vocali e una continua costruzione dell’immagine. Il servizio di bottiglie e drink entrava così a far parte della rappresentazione, trasformando il privé in una sorta di teatro dentro la discoteca.
Negli anni Novanta il locale cercò di rinnovarsi ancora, cambiando nome prima in Mesibisco e poi, negli ultimi anni, in Gheodrome, seguendo l’evoluzione dei gusti musicali e delle tendenze del momento: house, techno e sonorità elettroniche che caratterizzarono circa sette-otto anni di programmazione.
Nel 1997 un violento incendio colpì la struttura. A innescare il rogo furono alcuni fari lasciati accesi, che incendiarono delle poltroncine accumulate in un punto del locale. I danni furono ingenti, ma il Geo venne risanato e restaurato in tempi rapidi. Nonostante questo, i segnali della crisi che avrebbe investito il mondo delle discoteche cominciavano ormai a essere evidenti. I tempi stavano cambiando.
La chiusura definitiva arrivò nel 2003. Per circa un decennio l’edificio rimase abbandonato, fino alla demolizione che ha poi lasciato spazio a un supermercato. Eppure, su quel palco erano passati artisti destinati a segnare la storia della musica italiana e internazionale: da Domenico Modugno a Lucio Battisti, da Antonello Venditti a Francesco De Gregori, da Vasco Rossi a Luciano Ligabue. E ancora Genesis, Jethro Tull, Rockets, Soft Machine, Ray Charles e The Creatures.
Oggi il Geo non esiste più, ma continua a vivere nei ricordi di chi lo ha frequentato. Per molti non è stato soltanto un locale, ma un pezzo di vita, di estate e di Riviera.
LaVoceRomagnola






