Una donna aggredita e violentata mentre corre su una pista ciclo-pedonale a San Mauro Pascoli, nel Forlivese. Per l’ennesima volta l’Italia si risveglia davanti all’orrore di una violenza sessuale: i carabinieri hanno arrestato un 26enne originario del Gambia, accusato di violenza sessuale aggravata e lesioni.
Per Matteo Salvini, segretario della Lega, casi come questo dimostrano che “non ci possono essere sconti di pena” e che è arrivato il momento di approvare la castrazione chimica per chi viene condannato per stupri e abusi.

La proposta di legge del Carroccio è da tempo depositata in Parlamento e il leader leghista la rilancia anche sui social: chi violenta una donna, sostiene, deve sapere che rischia non solo anni di carcere, ma anche un trattamento farmacologico che blocchi l’istinto criminale.
La castrazione chimica, già prevista in alcuni Paesi europei come misura volontaria o condizione per la libertà vigilata, divide l’opinione pubblica, giuristi e medici. C’è chi teme violazioni dei diritti fondamentali e chi ne mette in dubbio l’efficacia.
Ma Salvini ribadisce la sua linea: “Prima la tutela delle vittime potenziali, poi ogni discussione sulle garanzie per chi ha scelto di trasformarsi in carnefice”.