Giovani, affiatati, rumorosi nel senso migliore del termine. I The Daark, con due “a” nel nome, sono una delle realtà emergenti più interessanti del territorio tra Cesena e Cesenatico, una band giovanissima che in poco tempo ha già iniziato a costruirsi una propria identità, fatta di energia, voglia di stare sul palco e un rapporto diretto con il pubblico.
A raccontare la loro storia è il frontman Alessandro Vitali, 19 anni, cantante e leader del gruppo, originario di Bagnarola di Cesenatico. Con lui ci sono Riccardo Romagnoli, 18 anni, al basso, Diego Falcone, 19 anni, alle tastiere, Andrea Verardo, 16 anni, alla chitarra solista, Thomas Burnacci, 17 anni, alla chitarra ritmica, ed Edoardo Casadei, 15 anni, alla batteria. “Solo io sono di Cesenatico, mentre gli altri ragazzi arrivano tutti da Cesena”, racconta Alessandro, spiegando così anche l’anima doppia della band, divisa ma unita fra costa ed entroterra.
Il progetto è nato due anni fa all’Accademia 49 di Cesena, il luogo dove i ragazzi si sono conosciuti e dove tutto ha iniziato a prendere forma. All’inizio la formazione era diversa, composta da cinque elementi. Poi, con l’uscita del batterista Kevin, il gruppo si è trasformato fino ad arrivare all’attuale line-up a sei. “Da quest’anno abbiamo due new-entry, Edoardo e Thomas”, spiega Vitali. Un passaggio che ha dato nuova forza alla band, rendendola ancora più compatta.
Anche il nome racconta qualcosa della loro storia. Daark nasce infatti dalle iniziali dei primi componenti: Diego, Andrea, Alessandro, Riccardo e Kevin, cioè “Daark”. Con l’ingresso di Thomas ed Edoardo, il gruppo ha scelto di mantenere quel nucleo originario aggiungendo semplicemente all’acronimo un “The” davanti. Il risultato è un nome particolare, riconoscibile, che oggi li rappresenta in pieno: The Daark.
Sul piano musicale, il punto di partenza è il rock, ma senza confini rigidi. “Spaziamo tra pop, indie italiano e diversi generi”, sottolinea Alessandro. Più che l’etichetta, conta l’attitudine. E qui i The Daark hanno le idee chiarissime: “Ci piace divertirci sul palco, ballare e far ballare la gente”. È questa la chiave del loro stile, spontaneo, fisico, coinvolgente. Non una band che sale sul palco per eseguire soltanto dei brani, ma un gruppo che vuole creare atmosfera.







Tra le influenze dichiarate ci sono soprattutto Negrita e Måneskin. I primi perché, dice Vitali, “quando facciamo le loro cover ci fanno stare bene tra di noi sul palco”; i secondi perché rappresentano un modello rock italiano giovane e contemporaneo, vicino per energia e impatto scenico.
In questi due anni non sono mancati i momenti decisivi. Il primo concerto, quando ancora erano in cinque, è stato il segnale che il progetto poteva andare oltre la sala prove. Poi sono arrivati i risultati in un contest del liceo Righi di Cesena, con il primo posto nella fase d’istituto e in quella regionale, prima di un secondo posto in una finale successiva. Un’altra tappa importante è stata l’ultima estate all’evento benefico di Chi Burdèl, dove hanno suonato per la prima volta con la formazione completa. Ma la vera conferma, racconta Alessandro, è arrivata il 20 dicembre al Vidia di Cesena, a San Vittore: “Lì abbiamo capito che il potenziale c’è davvero: la gente ballava, cantava e ci seguiva”.
Oggi i The Daark stanno lavorando anche alla loro musica originale. Per ora il repertorio inedito conta un solo brano, ma altri stanno prendendo forma. “Siamo partiti da un motivetto che ci era entrato in testa e abbiamo lavorato tutti insieme su ogni singolo pezzettino”, racconta il frontman. E proprio il 21 marzo la band tornerà dal vivo a Case Finali con un concerto che promette “tanto divertimento” e anche una sorpresa: la riproposizione del nuovo singolo, già presentato in anteprima, ma stavolta ancora più vicino alla sua uscita ufficiale.
Il futuro, naturalmente, è tutto da scrivere. Tra i sogni ci sono X Factor, i grandi palchi e i luoghi simbolo della musica. Ma prima di tutto c’è il desiderio di crescere a casa propria. “Vogliamo riempire un palco del nostro territorio, con la nostra gente”, dice Alessandro. Perché i sogni possono anche chiamarsi San Siro o Wembley, ma per i The Daark il punto di partenza resta qui, tra Cesena, Cesenatico e quella voglia genuina di suonare forte, insieme.
