8 Dicembre, 2025 Cesenatico

Trent’anni dopo “Per amore di Cesarina”: Cesenatico tra pellicola e memoria

Trent’anni fa, nell’estate del 1995, la macchina da presa di Vittorio Sindoni arrivava a Cesenatico per raccontare una storia d’amore e di scelte difficili, ma anche una città intera. “Per amore di Cesarina” non è solo la vicenda del protagonista Davide Camporesi, interpretato da un intenso Walter Chiari: è lo specchio di una comunità che vive di mare, di turismo, di pensioni a conduzione familiare e di estati che sembrano non finire mai.

Accanto a Chiari, un cast oggi considerato “d’oro”: Gino Bramieri (grande amico di Cesenatico) nei panni di Vindice Forattini, spalla comica e amico discreto; Valeria Moriconi, Elvira, moglie di Davide, che dà al film il suo cuore ferito ma dignitoso; e Cinzia Monreale, la giovane conturbante Cesarina, simbolo di un desiderio di fuga e di libertà che non conosce epoche. Intorno a loro una galleria di caratteristi che incarnano turisti, albergatori, baristi e avventori, rendendo credibile e viva la Cesenatico di allora.

La pensione “Tornerai”, fulcro della storia, è quasi un personaggio a sé: piccola, imperfetta, ma piena di voci, profumi di cucina, litigi e risate. Rivedendo oggi il film, col porto canale sullo sfondo e le strade ancora un po’ vuote rispetto al turismo di massa contemporaneo, Cesenatico ritrova la propria identità: un luogo dove chi arriva da fuori non è solo un cliente, ma un ospite, qualcuno di cui ricordare il nome e le abitudini.

Il messaggio che resta, trent’anni dopo il primo ciak, è sorprendentemente attuale. Davide è stretto tra il richiamo di un nuovo amore e il peso di una vita già scritta; Cesenatico, allo stesso modo, è divisa tra la voglia di modernizzarsi e il rischio di perdere la sua anima autentica. 

Il film ci ricorda che il vero patrimonio di una città di mare non sono solo le spiagge, ma le relazioni: quei fili invisibili che legano chi parte, chi resta e chi, come promette il nome della pensione, prima o poi “tornerà”.

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