6 Ottobre, 2026 Cesenatico

Tumore al seno non diagnosticato, 562mila euro di risarcimento al marito

Nonostante una radiografia dall’esito chiaro, i medici – visionando quel referto – non si erano accorti della presenza di un tumore al seno. Le avevano detto che era in perfetta salute e che dunque poteva tornare a casa senza problemi. Peccato che, dopo tre anni e mezzo, quella donna è morta per un cancro al seno che si è trasformato in una serie di metastasi dagli effetti devastanti. 

Si è chiusa dopo 14 anni, dal punto di vista giudiziario, la vicenda relativa a una dottoressa 58enne di Riccione morta perché i medici avevano ignorato una chiara diagnosi di cancro al seno. 

Al marito – magra consolazione – dovranno essere pagati 562mila euro di risarcimento. Lo ha stabilito la corte d’Appello di Bologna ritenendo quella donna vittima di un caso evidente di malasanità, visto che la mammografia – fatta nel gennaio del 2011 all’ospedale di Riccione – sembrava sin troppo chiara. 

Per altro, la donna aveva aderito alla campagna di screening regionale ma era stata rassicurata di stare bene e che era tutto a poso. Ma non era così. 

Per i periti dei giudici “qualora la donna il 12 gennaio 2011 fosse stata correttamente avviata al doveroso approfondimento diagnosticato, probabilmente il tumore lobulare infiltrante presente alla mammella di destra sarebbe stato diagnosticato quando si trovava a uno stadio inferiore con aspettativa di sopravvivenza fino a 10 anni”. L’omessa diagnosi ha, quindi, anche per la corte d’Appello di Bologna, anticipato chiaramente la morte della paziente.

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