5 Ottobre, 2026 Cesenatico

Asfalto provvisorio dopo gli scavi, Pari risponde alle proteste: “Serve tempo per l’assestamento”


Dopo il video-denuncia (clicca qui) pubblicato nei giorni scorsi da un cittadino sulle condizioni dell’asfalto in via Gramsci e in alcune traverse di Gatteo Mare, tra cui via Forlì, arrivano le precisazioni del sindaco Roberto Pari. Il primo cittadino ha voluto chiarire che il manto stradale realizzato al termine dei lavori sulla condotta fognaria non è quello definitivo, ma una sistemazione provvisoria.

«Si tratta di un intervento temporaneo», spiega Pari. «Le toppe d’asfalto si stanno sgretolando proprio perché è stato utilizzato un materiale più leggero, scelto appositamente per poter essere rimosso quando si procederà con il ripristino definitivo della strada».

Il motivo, precisa il sindaco, è legato alla natura stessa dei lavori effettuati. Dopo scavi profondi, infatti, il terreno ha bisogno di tempo per assestarsi. Procedere subito con l’asfaltatura definitiva – secondo il primo cittadino – “significherebbe correre il rischio di vedere il manto stradale abbassarsi dopo pochi mesi, rendendo necessario un nuovo intervento”. 

«Non è possibile procedere prima di almeno otto mesi dal riempimento della condotta», sottolinea Pari. «L’assestamento del terreno comporterebbe inevitabilmente un abbassamento della sede stradale, con il risultato di dover rifare nuovamente l’asfaltatura».





Secondo il sindaco, la procedura seguita è “quella normalmente adottata in casi simili”: prima una sistemazione temporanea, poi, trascorso il periodo necessario, l’asfaltatura definitiva dell’intera strada con materiali più resistenti e destinati a durare nel tempo. Nei prossimi mesi, aggiunge, “potrebbero comparire nuove buche o avvallamenti, proprio a causa dell’assestamento ancora in corso”. 

Pari ha poi chiarito anche la differenza con viale Europa, la strada di accesso a Gatteo Mare che passa sotto il ponte ferroviario e si immette in via Trieste, dove l’asfaltatura definitiva è già stata completata. «In quel caso gli scavi non sono stati profondi, al massimo 50-60 centimetri. Per questo l’assestamento del terreno è praticamente irrilevante e non c’era il rischio di dover rifare il lavoro dopo pochi mesi».

Una spiegazione tecnica, dunque, con cui il sindaco prova a rispondere alle segnalazioni dei cittadini e alle polemiche nate attorno alle condizioni dell’asfalto: la sistemazione definitiva arriverà, dunque, ma solo quando il terreno sarà pronto a sostenerla.

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