4 Ottobre, 2026 Cesenatico

Le vongole di Cesenatico interrogate dai loro antenati vissuti migliaia di anni fa

Mettere una accanto all’altra una vongola pescata al largo di Cesenatico e una sua lontanissima antenata, vissuta migliaia di anni fa, per cercare nelle conchiglie le tracce dei cambiamenti climatici. È l’insolito lavoro condotto da Martina Mucci in una tesi in Scienze geologiche dell’Università di Bologna, discussa nel marzo 2019 con il professor Daniele Scarponi.

La protagonista è la Chamelea gallina, la comune vongola adriatica, specie fondamentale per la pesca e per l’economia della costa. Le sue valve non sono soltanto un involucro protettivo: forma, spessore e struttura conservano informazioni sulle condizioni ambientali nelle quali il mollusco è cresciuto.

La ricerca ha esaminato esemplari subfossili custoditi nei sedimenti della fascia costiera emiliano-romagnola e risalenti all’Olocene medio, nella parte conclusiva del cosiddetto optimum climatico olocenico. Quel materiale è stato confrontato con vongole contemporanee provenienti dal mare di Cesenatico.

Il sito moderno è stato scelto perché presentava condizioni paragonabili a quelle ricostruite per l’ambiente antico: fondale, profondità e comunità biologiche simili. A cambiare era soprattutto la temperatura media superficiale del mare, oggi inferiore di circa un grado rispetto a quella stimata per l’orizzonte fossile preso come riferimento.

Le conchiglie sono state sottoposte a una sorta di autopsia paleontologica. I ricercatori ne hanno misurato altezza e convessità, osservando poi la microstruttura e la porosità dello scheletro. L’obiettivo era verificare se vongole appartenenti alla stessa specie, ma separate da migliaia di anni, avessero costruito valve differenti in risposta al clima e all’ambiente.

Le diversità sono effettivamente emerse. Due gruppi fossili presentavano variazioni nella forma e nella struttura delle conchiglie. Secondo l’ipotesi avanzata nella tesi, tali caratteristiche potrebbero dipendere dalla capacità della vongola di adattare il proprio aspetto alle condizioni nelle quali vive, anziché da trasformazioni avvenute dopo la morte e durante la fossilizzazione.

Il confronto con gli esemplari di Cesenatico non ha però prodotto una risposta definitiva. I dati disponibili non erano sufficienti per attribuire direttamente alla temperatura le variazioni di altezza, convessità e porosità. Sulla crescita di una vongola possono infatti incidere anche quantità di nutrienti, densità della popolazione, disponibilità di cibo e pressione dei predatori.

Servirebbero quindi altri campioni fossili, provenienti da livelli caratterizzati da temperature e ambienti confrontabili, per isolare le diverse cause. La prudenza scientifica non diminuisce il fascino della ricerca: le vongole pescate oggi davanti a Cesenatico diventano il termine di paragone per leggere una storia iniziata migliaia di anni fa.

Un dialogo impossibile solo in apparenza. Le vongole non parlano, ma le loro conchiglie registrano il mare in cui sono vissute. Imparare a decifrarle può aiutare a capire come questa specie reagirà alle trasformazioni climatiche del futuro. 

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