La prossima estate di Cesenatico si gioca anche sullo stato dei marciapiedi, nei collegamenti e nelle serrande che restano alzate a settembre. Per Adac Federalberghi, “il bilancio positivo del 2026 non basta”: la competitività passa dall’intera città.
L’avvio è stato debole. “Fino a metà luglio”, osserva il presidente Alfonso Maini, “la stagione è stata al di sotto delle aspettative, con meno presenze, soggiorni più brevi e incassi inferiori”. Poi la ripresa, con affluenza sui livelli abituali e, in diversi casi, maggiore capacità di spesa.
Decisivo il contributo degli stranieri, che mediamente spendono di più, scelgono B&B o mezza pensione e vogliono conoscere il territorio. Sono però viaggiatori abituati a confrontare mete e cercare esperienze: “Non possiamo pensare di fidelizzarlo semplicemente aspettando che torni”.
Il cambiamento impone di guardare oltre il confronto annuale delle presenze. Qualità, servizi ed esperienze contano quanto camera e spiaggia. “Il turista non distingue tra albergo, strada, spiaggia, trasporto o servizio pubblico. Per lui tutto è Cesenatico”.
Adac riferisce segnalazioni su pulizia, manutenzioni, zanzare, raccolta porta a porta, sicurezza e scarso intrattenimento serale in alcune zone. Pesano anche le chiusure anticipate di negozi, gelaterie e stabilimenti, “che ostacolano l’allungamento della stagione”. Criticità capaci di lasciare un “ricordo negativo della vacanza”.
Servono “alberghi più belli, città più pulita, servizi efficienti, sicurezza, mobilità semplice, collegamenti migliori e un’offerta che valorizzi il territorio”. Ma rinnovare le strutture è impegnativo per imprese soprattutto familiari, chiamate a investire con ricavi concentrati in pochi mesi. Per questo – sottolinea Maini – “occorre una strategia condivisa”.
“Dobbiamo avere il coraggio di cambiare in meglio”, conclude Maini. Perché Cesenatico sia “facile da raggiungere, piacevole da vivere e desiderabile da ritrovare”.