30 Settembre, 2026 Cesenatico

Bilancio, scontro sui dieci anni di Gozzoli: “Città degradata”. “No, abbiamo una strategia”

Più che una variazione di bilancio, una resa dei conti politica sui dieci anni di amministrazione Gozzoli. Ieri sera in Consiglio comunale i 4,5 milioni della manovra sono diventati il terreno sul quale maggioranza e opposizione hanno messo a confronto due immagini radicalmente diverse di Cesenatico. Alla fine il provvedimento è passato con 10 voti favorevoli e 5 contrari, nessun astenuto.

Ad aprire la difesa della manovra è stato William Spinelli (Pd): “Parliamo di oltre 4,5 milioni finalizzati a dare risposte concrete su tre pilastri: sicurezza, manutenzione e servizi”. Sul tavolo 966mila euro aggiuntivi per strade e marciapiedi, quasi 1,8 milioni per il nuovo impianto sportivo di Bagnarola, circa 129mila euro per la videosorveglianza e 1,525 milioni dalla Protezione civile per gli interventi alla scuola Arfelli e allo IAL. “Triplichiamo le manutenzioni, investiamo sulle scuole e rimettiamo al centro le frazioni”.

Fabio Bandieri, capogruppo di Per Buda, ha subito spostato il confronto sull’origine dei soldi: “Questi milioni non piovono dal cielo”. Circa 3,28 milioni arrivano dall’IMU sulle piattaforme Eni e Bandieri ha rivendicato l’avvio di quella battaglia durante l’amministrazione Buda. “Non ricordo nella storia recente di questo Consiglio altre iniziative politiche capaci di produrre risultati economici di questa portata”. 

Promosso l’investimento su Bagnarola, la bocciatura politica è stata però netta: “Intervenire praticamente ogni mese restituisce l’impressione di una città amministrata navigando a vista”. Poi l’affondo sui dieci anni di centrosinistra: “Avete avuto disponibilità economiche senza precedenti, tra IMU delle piattaforme, imposta di soggiorno e PNRR. Eppure la città non ha compiuto il salto di qualità che sarebbe stato possibile e doveroso”.

Bandieri ha attaccato su turismo, commercio e urbanistica, parlando di “politica da palazzinari” e citando ex Hotel Pino, ex Nuit ed ex liceo Bonamelli. Poi Falkensteiner: “Dopo quasi un anno resta sul tavolo solo una bella stretta di mano immortalata da una foto”. E sulle manutenzioni: “Non bastano variazioni e interventi decisi di volta in volta. Dopo dieci anni è arrivato il momento di invertire la rotta”.

La risposta del Pd è arrivata da Valentina Montalti. “Noi abbiamo scelto una strada chiara: aspettare che i fondi fossero certi prima di spenderli”. Il rendiconto 2025, ha ricordato, si è chiuso con circa 40 milioni di avanzo, ma oltre 13 erano accantonati per i contenziosi. Montalti ha riconosciuto a Buda l’avvio della vertenza Eni, ma ha replicato: “La nostra amministrazione, vorrei ricordarlo, ha avuto la capacità di intercettare più di 17 milioni di euro di fondi europei. Non è una cosa da poco”.

Ad affiancare Bandieri è stato Filippo Zamagni della Lega: “La variazione è tecnicamente corretta, ma forse la visione non è così profonda come dovrebbe essere”. E soprattutto: “Io Cesenatico così non l’ho mai vista”. Ha citato il dissesto dei sampietrini in viale Roma e il confronto con Cervia e le altre località turistiche: “Lo scollamento, la forbice con i nostri competitor, è sotto gli occhi di chiunque”. Quindi la stoccata: “Sono contentissimo delle nuove risorse, ma soprattutto forse non sono state spese bene”.

Mauro Palazzi, capogruppo di Cesenatico Civica, ha ribaltato l’accusa sulle variazioni: “Io ne vorrei fare una al mese, perché vorrebbe dire che ci arrivano tanti soldi e possiamo spenderli”. E ha lanciato una sfida al centrodestra: “Dite che abbiamo avuto molte risorse e le abbiamo spese male? Allora diteci cosa abbiamo finanziato che non doveva essere finanziato”. Palazzi ha rivendicato scuole, ponti e sicurezza: “Certo, è più facile costruire un monumento, ma la sicurezza quando attraversi un ponte o quando i bambini sono a scuola è quella che conta”.

Il capogruppo Pd Mario Drudi ha alzato ulteriormente il livello dello scontro. “Non è che non c’è una strategia. È una strategia che non vi piace”. Le variazioni, ha spiegato, derivano dalle regole contabili, mentre “la strategia di un’amministrazione sta nel piano pluriennale degli investimenti”. Poi la rivendicazione: “In dieci anni abbiamo realizzato una mole di opere pubbliche come credo poche altre amministrazioni del dopoguerra”, intercettando risorse esterne e, ha aggiunto, dimezzando il debito.

Durissima la replica alla definizione di “palazzinari”: “Lezioni non ne voglio da chi aveva fatto un RUE dicendo sì a tutto e a tutti”. Drudi ha rivendicato la cancellazione di quel piano, il PUG e la scelta di limitare il consumo di suolo puntando sulla rigenerazione.

Emilio Zarrelli (Fratelli d’Italia) ha riconosciuto che “ci sono due visioni diverse”, ma ha attaccato la fotografia della città fatta dalla maggioranza: “Questo Wonderful World a Cesenatico non lo vedo”. E alla domanda di Palazzi su cosa il centrodestra non avrebbe finanziato ha risposto con un esempio: “110mila euro per 24 minuti di droni? Noi non l’avremmo fatto, avremmo investito diversamente”. Su sicurezza, pulizia e manutenzioni, ha aggiunto, “sembra quasi che certe cose le vediamo soltanto noi”.

A quel punto è intervenuto anche l’ex sindaco Roberto Buda: “Anch’io ho l’impressione che qui dentro si vedano due paesi diversi, ma il paese è uno”. Ha raccontato di essere stato contattato durante l’estate da numerosi cittadini per situazioni di degrado e ha messo in fila le entrate straordinarie degli ultimi anni: fondi europei, IMU Eni, PNRR, tassa di soggiorno e autovelox. “Sono entrate decine di milioni. Quando uno guarda la città, la gente chiede: dove sono finiti?”. 

Buda ha riconosciuto gli investimenti sulle scuole e sui ponti, ma ha aggiunto: “Solo lì? Con tutto quello che è arrivato?”. E ha difeso il RUE della sua amministrazione: “Era il frutto di anni di lavoro con cittadini, associazioni e quartieri. Se c’erano cose sbagliate, si potevano correggerle. Invece avete buttato via tutto”. La conclusione è stata pesante: dopo dieci anni e con quelle risorse, secondo Buda, Cesenatico appare “più brutta e più degradata di prima”.

La replica finale è toccata al sindaco Matteo Gozzoli. “Questa variazione non stravolge nulla: registra nuove risorse e prosegue quanto previsto”. Il sindaco ha ricordato anche la parte meno visibile del bilancio: mense, personale ausiliario, nidi e servizi educativi. Poi ha affrontato il nervo scoperto delle manutenzioni: “Non nascondiamo le criticità”. Ma negli ultimi anni, ha spiegato, “abbiamo dovuto fare delle scelte” concentrando risorse su opere “imprescindibili e improcrastinabili”, dalle scuole poco sicure al Ponte del Gatto, fino al ponte di Sala, mentre i costi delle manutenzioni “rispetto a quando governavate voi sono almeno raddoppiati”.

Adesso, con diversi grandi interventi in chiusura, Gozzoli assicura che si potrà recuperare terreno: “Appena abbiamo avuto disponibilità abbiamo potenziato le manutenzioni”, con 966mila euro che si aggiungono al mezzo milione già previsto.

Sulla sicurezza ha ricordato “oltre 200 telecamere oltre ai Targa System” e nuovi investimenti per Polizia locale e videosorveglianza. Poi la controffensiva sull’urbanistica. La frase di Bandieri sui “palazzinari”, per il sindaco, è stata “una scivolata”: “Quando parlate di palazzinari, e lo fa chi voleva sostenere interventi di edilizia nuova nelle zone rurali, bisognerebbe farlo con un po’ più di attenzione”. 

Infine le colonie di Ponente. Dopo la chiusura dell’avviso pubblico, Gozzoli ha annunciato novità nelle prossime settimane: “Abbiamo dato dei paletti: un grande parco a mare di tre ettari e mezzo, riduzione dei volumi, arretramento delle strutture e rigenerazione completa dell’area con una forte vocazione turistica”.

Poi il voto: 10 favorevoli, 5 contrari, nessun astenuto. La variazione passa. Ma dopo quasi un’intera legislatura il vero oggetto della discussione non erano più soltanto quei 4,5 milioni: era il bilancio politico di dieci anni di governo della città.

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