5 Ottobre, 2026 Cesenatico

Botte alla figlia troppo ‘occidentale’: padre violento sotto accusa

Quella figlia troppo “occidentale” gli toglieva il sonno. E così, esasperando i suoi metodi “educativi”, non di rado la picchiava con un bastone per indurla a “stili di vita” più in linea con i dettami della religione islamica. 

Con l’accusa di abuso dei mezzi di correzione e maltrattamenti, giovedì scorso è finito sotto processo un 50enne originario del Bangladesh ma residente nel Cesenate. 

Ad inchiodarlo una serie di episodi, molti dei quali documentati, che vedono nel ruolo di “vittima” la figlia che, ai tempi delle violenze domestiche (nel 2022), aveva solo 14 anni. La sua colpa? Quella di non voler indossare il velo. 

La ragazza si trova attualmente in una comunità protetta, lontana dalla famiglia di origine che, pur vivendo a Cesena da tempo, criticava aspramente il mondo occidentale e le sue “usanze”. 

Secondo le accuse, l’uomo percuoteva spesso la figlia 14enne con l’uso di un bastone o di una cintura (in un caso l’aveva persino mandata in ospedale con escoriazioni e ferite al volto). In più di un’occasione la rimproverava pesantemente ‘per non aver indossato il velo’, la denigrava e offendeva utilizzando epiteti volgari e le impediva di frequentare i compagni e le compagne di classe. Ma tutte quelle angherie non potevano passare inosservate e così la ragazzina, accertati i primi episodi di violenza, è stata allontanata dalla famiglia e messa in una comunità della zona.

Tra gli episodi imputati al padre violento quello del dicembre del 2022, quando il 50enne, vedendo la figlia uscire di casa senza indossare il velo e lasciando liberi e visibili i lunghi capelli, la colpì al volto, tirandola per i capelli e colpendola con pugni nella schiena e con forchettate alle mani. 

Da lì partì la denuncia per abuso di mezzi di correzione e disciplina ai danni della minore e per maltrattamenti in famiglia. All’udienza in tribunale a Forlì, il giudice ha disposto la messa alla prova per l’imputato e ha rinviato all’udienza del 10 novembre, rifiutando la proposta di risarcimento di 2000 euro da parte del padre per la figlia, perché ritenuta troppo bassa. 

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