6 Ottobre, 2026 Cesenatico

“Dare voce alla voce”: l’invito di Elisa ai giovani d’oggi

A soli vent’anni, Elisa Spada, originaria di Cesenatico, raccoglie in un libro una serie di poesie intime e autobiografiche nate tra novembre 2024 e aprile 2025. “Dare voce alla voce” è un percorso di introspezione che parla soprattutto ai ventenni di oggi, spesso schiacciati da aspettative e pressioni sociali. 

Tra studio universitario, riferimenti musicali e letterari e l’esperienza dell’autopubblicazione, l’autrice racconta come la scrittura sia diventata un modo “per dare forma alla propria interiorità”. 

Il libro nasce dal desiderio profondo di dimostrare a sé stessi – ancora prima che agli altri – che ciò che facciamo ha un valore. In un’epoca in cui molti ragazzi si sentono ingabbiati in schemi troppo omologati, il suo libro diventa un invito a riconoscere e ascoltare pensieri, emozioni e fragilità che spesso restano inascoltati.

Elisa, partiamo dal principio: quando e perché hai deciso di scrivere “Dare voce alla voce”?

Si tratta di una raccolta di poesie nate senza l’idea iniziale di diventare un libro. Le ho scritte da novembre 2024 ad aprile 2025. A un certo punto mi sono resa conto che esisteva un filo narrativo che le univa e, da lì, è nata l’idea di raccoglierle insieme, anche grazie alla spinta delle persone che ho accanto. 

Sono poesie autobiografiche o ti sei ispirata anche a ciò che vedevi attorno?

Le poesie sono autobiografiche: nascono dalle mie esperienze e dal bisogno di dare una forma a pensieri, emozioni e vissuti personali. Ci sono riferimenti sia letterari che musicali e, da studentessa di psicologia, credo che possano avere anche un significato pedagogico, naturalmente a seconda della prospettiva con cui ciascuno le legge.

Pensi che sia una lettura adatta a un pubblico ampio o soprattutto ai tuoi coetanei?

Ho ricevuto riscontri da fasce d’età diverse, ma credo resti un’opera più vicina ai ventenni di oggi. Il carattere autobiografico del libro, del resto, racconta la mia prospettiva: quella di una giovane nel mondo contemporaneo, con paure, incertezze ed emozioni. Lo associo alla mia età, ma questo non significa che anche un adulto non possa riconoscersi in queste pagine…

Da dove nasce il desiderio – o il bisogno – di pubblicare un libro in età così giovane?

Non c’è una risposta immediata, ma sento che la motivazione, in un certo senso, sia racchiusa nel titolo: ho deciso di dare una voce alla mia voce, a quella interiore. La sfida era soprattutto con me stessa. Volevo dimostrarmi che ciò che faccio ha un valore, prima di tutto per me, e non soltanto in funzione di un riconoscimento esterno.

Come funziona la pubblicazione e la distribuzione quando si è dei giovani scrittori non ancora affermati?

Il libro è autopubblicato tramite YouCanPrint, una piattaforma che permette di pubblicare in autonomia: lo scrittore deve occuparsi di ogni aspetto dell’opera, dalla copertina ai ringraziamenti. La spinta decisiva me l’ha data l’incontro con un’altra ragazza, anche lei scrittrice, che mi ha indirizzato verso questa strada e mi ha aiutata a credere davvero nel progetto.

Passando alla tua quotidianità: di cosa ti occupi oggi?

Dopo aver concluso la scuola – sono classe 2006 – ora studio all’università. Frequento il primo anno di Psicologia, dopo il liceo Monti di Cesena, dove mi sono diplomata nell’indirizzo economico-sociale.

Hai già altri progetti editoriali in cantiere?

Sì, ho già in mente il prossimo progetto, anche se per ora non rientra tra le mie priorità. Ci lavorerò con calma, soprattutto perché avrà un carattere profondamente personale, paradossalmente ancora più di Dare voce alla voce. Seguirà lo stesso filone: poesie, sempre autobiografiche e introspettive.

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