25 Settembre, 2026 Cesenatico

Eccidio di Ponte Ruffio, ecco cosa accadde quella notte (foto) 

Domani, come tutte le mattine del 18 agosto, il Comune di Cesenatico – assieme a quello di Cesena – renderà omaggio ai martiri di Ponte Ruffio, otto giovani marinai rastrellati dai fascisti delle brigate nere e trucidati a colpi di mitra con la complicità dei nazisti. 

La loro storia, avvenuta 81 anni fa, merita di essere ricordata. 

Un gruppo di marinai in servizio al semaforo marittimo militare di Cesenatico decisero di disertare per unirsi ai partigiani dell’8ª brigata Garibaldi. Il gruppo era composto dal maresciallo Giuseppe Poggiali e dai giovani Gino Gusella, Rino Liverani, Angelo Prodi, Tullio Giorgetti, Guglielmo Zannuccoli e Sauro Casali. 

La sera del 18 agosto 1944 il gruppo, a cui si erano aggiunti altri tre uomini che volevano aggregarsi ai partigiani (Dino Ricci, Arnaldo Gaza e Isacco “Sascia” Hakim), si trovava a Ponte Ruffio nella casa colonica della famiglia Pieri. 

Qui, grazie ad una delazione di uno dei partigiani che aveva indirizzato i marinai in zona e che dopo essere stato catturato svolgeva il ruolo occulto di informatore dei fascisti, venti o trenta brigatisti neri di Cesena (secondo alcune fonti unitamente ad alcuni tedeschi) raggiunsero i marinai e gli altri tre uomini che si erano uniti a loro, li fecero prigionieri e, legatili tutti insieme, li portarono al centro del ponte di Ruffio e li fucilarono. Sauro Casali si salvò perché all’arrivò dei fascisti si trovava fuori dalla casa e fuggì. Gino Gusella fu legato con gli altri, ma fu solo ferito ad un braccio e si salvò fingendosi morto tra i corpi dei compagni.

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