25 Settembre, 2026 Cesenatico

Porta irregolare, camere usate come abitazioni e finestre murate: un altro albergo nel mirino

Porta realizzata senza il titolo edilizio richiesto, due unità ricettive utilizzate abitualmente dai gestori e tre finestre murate. Sono le irregolarità contestate dal Comune di Cesenatico a una struttura ricettiva della città.

Con un’apposita ordinanza, il dirigente del Settore 4 ha imposto il ripristino dello stato autorizzato dell’immobile entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento. L’atto prende le mosse da un accertamento urbanistico-edilizio protocollato il 17 giugno 2026.

Le difformità individuate riguardano più piani dell’edificio. Al piano terra, nel corridoio sul lato monte, sarebbe stata aperta senza la necessaria Cila una porta che conduce direttamente al bagno di un bilocale. Il Comune ne ordina la chiusura e il ripristino della parete.

Sempre al piano terra, un bilocale e un monolocale collocato sul lato Ravenna, entrambi destinati all’attività turistico-ricettiva, risultavano privi dei numeri identificativi progressivi. Secondo quanto dichiarato dagli stessi titolari, i locali sarebbero stati occupati abitualmente durante l’intero periodo di apertura della struttura. Un utilizzo ritenuto incompatibile con le norme del Piano urbanistico generale, che in quella zona non consentono nuove funzioni abitative. I due alloggi dovranno quindi tornare alla destinazione ricettiva originaria ed essere nuovamente identificati.

Ai piani primo, secondo e terzo, infine, nei tre monolocali sul lato mare sono state murate altrettante finestre da 67 per 69 centimetri nella zona cottura. Le aperture dovranno essere ripristinate come previsto dal progetto, anche per garantire i requisiti minimi di illuminazione naturale.

Nei termini concessi non sono pervenute memorie difensive né domande di regolarizzazione. Resta comunque possibile presentare una pratica in sanatoria per gli interventi eventualmente sanabili. Della vicenda è stata informata anche l’Autorità giudiziaria.

In caso di mancato adeguamento potrà essere applicata una sanzione amministrativa compresa fra 2.000 e 20.000 euro. Il Servizio Edilizia privata verificherà il rispetto dell’ordinanza.

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