4 Ottobre, 2026 Cesenatico

Emorroidi d’estate, quando il caldo riaccende un problema molto diffuso

di Alessandro Palladino*

“Tutti ar mare… tutti ar mare”… recitava una canzone di Gabriella Ferri. Il tanto atteso caldo estivo se per qualcuno è sinonimo di meritato riposo, per tanti altri è il momento di confronto con un problema spesso quiescente tutto l’anno e che riaffiora fastidiosamente proprio nel momento più caldo dell’anno: le emorroidi. 

Le emorroidi sono una condizione diffusa che interessa una percentuale compresa tra il 20% e il 50% della popolazione, dando luogo a quattro milioni di visite ambulatoriali e di pronto soccorso ogni anno. 

Nonostante l’elevato impatto della patologia, le emorroidi sintomatiche vengono trattate con rimedi da banco di dubbia efficacia oppure con interventi più invasivi che possono risultare costosi, disagevoli e talvolta associati a complicanze. 

Ecco che l’estate, che dovrebbe essere per eccellenza il momento dell’anno dedicato al relax e al divertimento durante le vacanze, diventa un incubo per migliaia di persone. 

Se sei una delle tante persone che soffrono di emorroidi, probabilmente avrai notato come nel periodo estivo queste vadano incontro a un peggioramento, sia per quanto riguarda la presenza del fastidio, se non addirittura del dolore fisico, sia per la sua intensità. 

A cosa è dovuto tutto questo? Emorroidi ed estate non vanno proprio d’accordo. Durante i mesi estivi, la temperatura è già estrema e, se si sta a lungo seduti, ad esempio quando si sta a lavoro in ufficio, si potrebbe verificare un peggioramento del prurito, del dolore e dell’irritazione di emorroidi già esistenti. 

Il caldo, infatti, ha un effetto vasodilatatore, anche sulle emorroidi che sono, appunto dei vasi sanguigni. Sebbene le emorroidi comportino costi economici e sofferenze personali considerevoli, sono state oggetto di scarsa attenzione da parte della ricerca. 

L’eziologia delle emorroidi rimane incerta. Storicamente si è ritenuto che una dieta povera di fibre e la stipsi aumentassero il rischio di emorroidi, ma tale ipotesi non è stata mai dimostrata. L’opinione prevalente è che la stipsi comporti sforzi cronici ed emissione di feci dure, determinando la degenerazione del tessuto di sostegno del canale anale e lo spostamento distale dei cuscinetti anali. 

Tuttavia, emorroidi e stipsi presentano caratteristiche epidemiologiche differenti – in termini di età, sesso, etnia e stato socio-economico – mettendo in dubbio il ruolo della stipsi come fattore di rischio. L’anomalia fisiologica più comunemente riscontrata è un aumento della pressione anale a riposo, ma le evidenze suggeriscono che si tratti di un fenomeno secondario e non causale. 

Si ritiene che le emorroidi siano più diffuse nei paesi sviluppati laddove la dieta è prevalentemente basata su cibi raffinati piuttosto che legata ad una tradizione culinaria più semplice, come l’uso di cereali e fibre. I sintomi comunemente attribuiti alle emorroidi includono sanguinamento, dolore, prurito, perdita di materiale fecale, prolasso e secrezione di muco; pur tuttavia, la ricerca ha rilevato che tali sintomi vengono riferiti con la stessa frequenza sia dai pazienti affetti da emorroidi sia da quelli che ne sono privi. 

Tornando alle emorroidi in estate, la loro correlazione con il caldo è facilmente spiegabile. Le alte temperature estive provocano la vasodilatazione. Si vanno a dilatare, quindi, anche i vasi che irrorano di sangue i cuscinetti emorroidari. Questo porta a gonfiore, una maggiore probabilità di infiammazione e dolore. 

Questo avviene nei momenti, ad esempio, a ridosso delle vacanze, in cui si vanno a modificare quelle che sono le proprie abitudini e lo stile di vita, in particolar modo la regolarità alimentare e di conseguenza intestinale. 

In estate, si sa, possono capitare le abbuffate, ma anche i pranzi veloci consumati di fretta sulla spiaggia. A risentirne è il nostro intestino, con una maggior incidenza nel periodo estivo di stitichezza (ma anche di episodi di diarrea, che sono comunque nocivi per il nostro corretto equilibrio fisico). 

I pazienti affetti da emorroidi riferiscono gonfiore, dolore addominale, ridotto benessere e compromissione della vita sociale; tali manifestazioni potrebbero essere riconducibili alla sindrome dell’intestino irritabile. Pensa, inoltre, ai lunghi viaggi in macchina per raggiungere la destinazione delle vacanze. Stare seduti a lungo, peggio ancora se al caldo, comporta un surriscaldamento notevole di tutta la zona, con una maggior sudorazione e una conseguente ulteriore vasodilatazione. Questa, come abbiamo visto, va a causare l’aumento di volume dei vasi e una predisposizione all’infiammazione delle emorroidi. 

Attenzione… non sempre la comparsa delle emorroidi è solo l’epicrisi di ciò che mangiamo o di quanto siamo idratati. Oltre alle differenze nell’apporto di fibre, appunto, nella prevalenza di stitichezza o piuttosto la disidratazione a cui si va incontro nei periodo più caldo dell’anno, anche la postura assunta durante la defecazione rappresenta un fattore distintivo tra paesi sviluppati e in via di sviluppo. 

Ebbene si… Nelle società che utilizzano i sanitari di tipo occidentale, le persone defecano stando sedute, a differenza di quanto avviene assumendo la posizione accovacciata, la celeberrima “turca”. Un meccanismo ipotizzato è il raddrizzamento dell’angolo anorettale durante l’accovacciamento. È probabile che le persone trascorrano più tempo sedute sul WC rispetto a quando utilizzano una toilette alla turca. 

Uno studio condotto su 100 pazienti con emorroidi diagnosticate tramite proctoscopia ha rilevato che questi impiegavano più tempo per la defecazione e per leggere mentre erano seduti sul WC rispetto a un gruppo di controllo selezionato. Le convinzioni sull’importanza del tempo trascorso sul WC hanno portato a raccomandare di limitare la durata della defecazione a non più di 3-5 minuti, una volta al giorno.

Ripararsi dai sintomi riparandosi dal caldo può bastare? Vediamo. Durante il lungo viaggio verso i tanto agognati luoghi di villeggiatura, limitare il tempo passati seduti, prevedere brevi ma regolari soste durante i viaggi in auto per sgranchirsi le gambe e curare l’alimentazione sono le regole principali da seguire. L’attività fisica è importantissima per la salute generale dell’organismo. Sì, quindi, a passeggiate e sport leggeri, ma attenzione a quegli sport che vanno a sollecitare troppo la zona interessata, come gli esercizi di sollevamento, la bicicletta o motociclismo. 

Un ultimo consiglio riguarda l’abbigliamento: cerca di prediligere indumenti comodi, traspiranti e che non creino pressioni sulle zone intime. Ricorda: anche se è vero che i fastidi delle emorroidi in estate vanno decisamente ad aumentare di intensità e di fastidio, è anche vero che abbiamo una serie di strumenti su cui contare, così da poter mantenere uno stile di vita che ci garantisca salute e benessere. 

Le terapie mediche per le emorroidi non sono state oggetto di studi formali, fatta eccezione per l’uso di fibre, i cui risultati si sono rivelati tuttavia discordanti. Anche se si tratta di un problema molto diffuso, le convinzioni comuni relative a fattori di rischio quali la stitichezza o lo sforzo durante la defecazione sono smentite dagli studi di ricerca. 

Vi è una carenza di evidenze scientifiche riguardo ai fattori di rischio, all’impatto e al trattamento delle emorroidi. I pazienti affetti da sintomi emorroidari impiegano ingenti risorse in termini di tempo e denaro. Viviamo in un’epoca in cui pazienti e medici attribuiscono grande valore all’utilizzo delle evidenze scientifiche nei processi decisionali in ambito sanitario. Alla luce delle numerose lacune nella nostra comprensione delle emorroidi, è giunto il momento di promuovere ricerche volte ad ampliare la base di conoscenze scientifiche disponibili. 

Considerato l’impatto della patologia e le numerose lacune nelle nostre conoscenze, è giunto il momento di promuovere una ricerca mirata per comprendere le cause, i sintomi e le strategie terapeutiche ottimali per i pazienti affetti da emorroidi sintomatiche.

*Il dottor Alessandro Palladino, cesenaticense, è chirurgo generale del Dipartimento Grandi Traumi del Trauma Center dell’Ospedale “M. Bufalini” di Cesena. Referente per la chirurgia mininvasiva della parete addominale, è autore di studi premiati, relatore in congressi, peer reviewer e impegnato nel sociale e nell’oncologia pediatrica con il Lions Club Cervia Cesenatico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Redazione

Redazione

La nostra redazione è composta da appassionati di Cesenatico e della sua comunità, che con dedizione e passione si impegnano a raccontare storie, eventi e novità che animano la nostra realtà locale.