Un no capace di sfidare pregiudizi, intimidazioni e una legge che consentiva all’autore di una violenza sessuale di evitare le conseguenze penali sposando la vittima. È la storia di Franca Viola, alla quale Cesenatico dedica l’incontro “Franca Viola e la forza di un no – quando il coraggio cambia la storia”, in programma il 2 dicembre, dalle 15 alle 18, al Museo della Marineria, promosso dalla CISL Romagna e dal Coordinamento Donne del sindacato.
Nata ad Alcamo, nel Trapanese, nel 1947, Franca aveva diciassette anni quando, il 26 dicembre 1965, venne rapita dall’ex fidanzato Filippo Melodia e dai suoi complici. Fu tenuta prigioniera e violentata. Melodia contava sul cosiddetto matrimonio riparatore: sposando la ragazza avrebbe potuto ottenere l’estinzione dei reati, secondo quanto prevedeva allora il codice penale.
Franca, sostenuta dalla famiglia, rifiutò. Affrontò il processo e le pressioni di un ambiente che pretendeva di far ricadere sulla vittima la vergogna della violenza. Il suo caso diventò nazionale e il suo gesto un simbolo dell’emancipazione femminile. La norma sul matrimonio riparatore sarebbe stata abolita soltanto nel 1981. Nel 2014 il presidente Giorgio Napolitano le conferì l’onorificenza di Grande Ufficiale al merito della Repubblica.
Il legame documentato con Cesenatico passa attraverso il racconto della sua esperienza. Già nel marzo 2024 il Teatro Comunale aveva ospitato Ambra Angiolini con “Oliva Denaro”, tratto dal romanzo di Viola Ardone ispirato alla sua vicenda. Ora quella storia torna al centro di una riflessione pubblica sui diritti e sulla violenza contro le donne.
La Giunta ha concesso all’unanimità il patrocinio e l’utilizzo gratuito della sala conferenze, riconoscendo il valore culturale, sociale e formativo dell’appuntamento.
