Il gas rincara proprio mentre le famiglie cominciano ad accendere i termosifoni. L’aggiornamento di ottobre di Arera, l’Autorità per l’energia, indica un aumento del 9,1% rispetto a settembre per i clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità. A spingere in alto la bolletta sono le quotazioni del gas all’ingrosso, salite, secondo il comunicato, a quasi tre volte il livello di un anno fa.
Secondo la Cgil provinciale, “il rincaro riguarda direttamente chi è in tutela”. Sul mercato libero, invece, l’effetto dipende dal contratto sottoscritto. “A risentire dei rialzi – evidenzia il sindacato – sono soprattutto le famiglie con un prezzo che segue l’andamento del mercato. E se le quotazioni continueranno a salire a novembre l’aumento potrebbe arrivare a due cifre”.
Quanto può pesare sui conti di casa? La stima riportata dalla Cgil supera gli 800 euro di spesa annua in più rispetto a un anno fa, prendendo come riferimento una famiglia che consuma 1.400 metri cubi di gas. “Il timore – si legge nella nota – è che il rincaro si faccia sentire anche sulla bolletta della luce, perché il costo del gas incide sul prezzo dell’elettricità. E se produrre costa di più, una parte di quella spesa può finire sui prezzi di beni e servizi”.
Da qui la richiesta al Governo di intervenire con la legge di bilancio. Tra le proposte ci sono “bonus energia più consistenti ed estesi a più famiglie, una riduzione stabile degli oneri di sistema in bolletta e un meccanismo che riduca il legame tra il prezzo della luce e quello del gas”. La Cgil chiede anche “un taglio delle accise di almeno 20 centesimi al litro sulla benzina e 30 sul diesel, misure a sostegno dei redditi fissi e investimenti più rapidi nelle rinnovabili per ridurre la dipendenza dalle importazioni”.