5 Ottobre, 2026 Cesenatico

Il 2 giugno di 72 anni fa il Maestro Secondo Casadei compose “Romagna mia”

Il 2 giugno per gli italiani è la Festa della Repubblica. Ma in Romagna quella data custodisce anche un’altra ricorrenza, meno istituzionale e forse più emotiva: il compleanno di “Romagna mia”. 

Era infatti il 2 giugno 1954 quando Secondo Casadei, a Gatteo Mare, compose il brano destinato a diventare una delle canzoni più conosciute della musica popolare italiana.

La storia racconta che il pezzo nacque con un altro nome. Si chiamava “Casetta mia” ed era dedicato alla casa estiva del maestro, ancora oggi esistente e situata a pochi passi dal mare. Un titolo privato, quasi domestico, che parlava di affetti personali e di un luogo familiare. Poi arrivò l’intuizione destinata a cambiare tutto: quella “casetta” poteva diventare una terra intera. Così nacque “Romagna mia”.

A distanza di 72 anni, colpisce il fatto che la canzone non descriva monumenti, battaglie o grandi imprese. Parla invece di sentimenti semplici: il ritorno, la nostalgia, il legame con le proprie radici. Forse è proprio questo il segreto della sua longevità. Casadei riuscì a dare una voce musicale a un’emozione universale, trasformando la Romagna in qualcosa di più di un territorio amministrativo: una casa da ricordare e a cui tornare.

Nel 1954 la Riviera stava vivendo una fase di profonda trasformazione. Gli anni del boom turistico erano alle porte e le località della costa si preparavano a diventare una delle mete simbolo delle vacanze italiane. In quel contesto “Romagna mia” arrivò come una sorta di colonna sonora identitaria. Mentre la regione si apriva al mondo, la canzone ne custodiva l’anima.

Da allora il brano ha attraversato generazioni, mode musicali e confini geografici. È stato cantato nelle balere, nelle piazze, nelle feste degli emigrati romagnoli sparsi nel mondo. È diventato un patrimonio collettivo che appartiene persino a chi non è nato in Romagna.

Forse il vero miracolo di “Romagna mia” è proprio questo: essere riuscita a trasformare un luogo in un sentimento. E a fare di una semplice canzone popolare uno dei più potenti simboli dell’identità romagnola.

La VoceRomagnola

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