Sul lungomare Carducci è considerata ormai “il terrore dei locali notturni”, tanto che qualcuno in passato – esasperato da quelle telefonate assillanti – ha preferito restituire le chiavi del locale e trasferirsi in altre zone di Cesenatico.
Ogni notte, del resto, ordinanza anti-rumore alla mano, appena un bar o un pub sfora anche di pochi minuti lo spegnimento della musica, puntuale, chiama al telefono i gestori degli esercizi pubblici rinnovando, con toni perentori, la minaccia di sempre: “Se non abbassate il volume chiamo i Carabinieri”. Non un avvertimento “tanto per”: se infatti il gestore non abbassa immediatamente i decibel, la sirena lampeggiante dell’Arma si palesa in pochi istanti.
E’ capitato tante volte quest’estate, l’ultima la notte di Ferragosto quando una pattuglia di militari – chiamata dalla solita zelante cittadina – è intervenuta in un noto locale per far abbassare la musica.
E’ questo infatti il modus operandi di un’anziana signora che abita in un appartamento sul lungomare di Cesenatico e che, evidentemente – e questo si è capito – mal sopporta la musica alta.
Dura lex sed lex, recita l’aforisma e dunque nessuno può biasimarla se l’arzilla signora, con instancabile resilienza, continua a segnalare con “tolleranza zero” chiunque trasgredisca le regole. Dall’altra parte, però, ci sono i gestori dei locali notturni che lamentano la “puntigliosa pignoleria” con cui la donna denuncia ogni minimo sforamento, telefonando – a seconda delle circostanze – alle 12.01, all’1.02 o alle 4.03.
Per altro, come noto, non è un’estate di “vacche grasse” per i titolari di molti esercizi pubblici e dunque, in un contesto già complicato, la tormentosa inflessibilità della donna viene accolta, quasi sempre, con fastidio e insofferenza.
Il delicato compromesso fra chi propone un divertimento per giovani e chi rivendica il sacrosanto diritto a riposare è un tema talmente dibattuto a Cesenatico da essere diventato banale. E anche per chi scrive non è semplice orientarsi in questo equilibrio instabile tra legge e buon senso. Perchè merita rispetto chi di notte vuol dormire, ma anche chi, tra mille difficoltà, prova a fare impresa arricchendo l’offerta della città. Insomma, per una volta, ci asteniamo dal giudizio e passiamo la palla ai lettori: voi cosa ne pensate?