5 Ottobre, 2026 Cesenatico

La sicurezza non può interrompersi davanti al giudice

In questi giorni Alessandro Capelletti, portavoce del Comitato per la sicurezza e il decoro di Cesenatico, ha rivolto un pubblico ringraziamento alle forze dell’ordine. Un gesto doveroso.

Perché questa è un’estate difficile. Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale stanno moltiplicando controlli, pattugliamenti e interventi per arginare una microcriminalità che fino a pochi anni fa era sostanzialmente sconosciuta nella nostra città. Lo fanno con professionalità, spesso in condizioni complicate, garantendo una presenza costante sul territorio.

È giusto riconoscerlo.

Ma è altrettanto giusto domandarsi dove si interrompa questa catena della sicurezza.

Perché il problema, oggi, non sono le forze dell’ordine. Il problema arriva dopo.

L’ultimo episodio parla da solo.

Un uomo di 38 anni, cittadino marocchino, trasportato da Cesenatico al Pronto soccorso del Bufalini in evidente stato di alterazione psicofisica, ha aggredito un infermiere provocandogli lesioni. Solo il tempestivo intervento degli addetti alla sicurezza e successivamente dei carabinieri ha impedito conseguenze ben più gravi.

L’uomo è stato arrestato.

Il giorno successivo il giudice ha convalidato l’arresto, ma ne ha disposto la liberazione applicando la misura dell’obbligo di presentazione quotidiana ai carabinieri.

Naturalmente quella decisione è stata assunta nel rispetto della legge, ma una riflessione è inevitabile.

Che messaggio arriva agli operatori sanitari, già costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili? Che percezione di sicurezza possono avere i cittadini quando chi aggredisce un infermiere torna in libertà dopo poche ore?

L’obbligo di firma è una misura cautelare che serve a garantire la presenza dell’indagato sul territorio e la sua disponibilità per il procedimento penale. Non è una misura che tutela la collettività da possibili nuove condotte violente, anzi fa sì che il malvivente continui ad orbitare all’interno di quel territorio.  

Ed è proprio questa distanza tra il lavoro dei giudici e la percezione dei cittadini che merita una riflessione. 

Ma c’è un secondo caso che da settimane sta facendo discutere Cesenatico.

È quello di viale Ferrara.

Albergatori, commercianti e residenti continuano a denunciare schiamazzi fino all’alba, persone che urinano, vomitano e perfino defecano davanti alle attività commerciali. Le immagini raccolte sono impressionanti e credeteci quando vi diciamo che le peggiori ve le abbiamo risparmiate.

Gli esposti sono stati presentati. Le segnalazioni non sono mancate. I controlli sono stati effettuati.

Eppure, secondo chi vive e lavora nella zona, il problema continua a ripresentarsi praticamente ogni notte.

Qui è necessario fare una precisazione importante.

Il Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Cesenatico attribuisce ai gestori precisi obblighi di prevenzione e di collaborazione, finalizzati a contenere fenomeni di degrado, disturbo della quiete pubblica e problemi di ordine pubblico nelle pertinenze e nelle immediate adiacenze del locale.

Ed è proprio su questo punto che oggi molti cittadini chiedono risposte.

Se una situazione di degrado si ripete sistematicamente, se ogni mattina gli esercenti sono costretti a pulire urina ed escrementi davanti alle proprie attività, se gli alberghi ricevono continue lamentele dai clienti, è legittimo chiedersi se quegli obblighi previsti dal regolamento comunale siano stati pienamente rispettati e se il Comune non debba valutare tutti gli strumenti amministrativi che la normativa gli mette a disposizione.

Non per punire qualcuno a prescindere.

Ma per tutelare l’interesse pubblico.

Insomma, le forze dell’ordine possono controllare, identificare, denunciare e arrestare. Possono presidiare il territorio con grande professionalità.

Ma se a valle del loro lavoro non arrivano risposte tempestive ed efficaci da parte delle altre istituzioni, il rischio è il solito effetto “tapis roulant”: correre fino a scoppiare per ritrovarsi sempre nello stesso punto.

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