Un tempo si lasciava un numero di telefono sul tovagliolino del bar. Prima ancora si scrivevano lettere, magari senza sapere se sarebbero mai arrivate. Nell’estate 2026, invece, Cupido ha un profilo Facebook, frequenta i gruppi locali e, quando serve, chiede pure una condivisione.
Succede a Gatteo Mare, dove Áron Csaba Szilágyi ha affidato alla piazza virtuale un appello decisamente poco virtuale: ritrovare una ragazza incontrata più volte tra la spiaggia del Bagno Ettore 30 e i campi da pallavolo dei bagni Berlati e Bologna.
Di lei sa poco, ma evidentemente abbastanza: “È una donna alta, sorridente ed elegante”. E soprattutto ricorda “quegli sguardi incrociati più volte”, quella particolare contabilità sentimentale per cui due occhi che si incontrano una volta sono una coincidenza, due volte un dubbio, alla terza diventano già una possibile storia.
Così è partito l’Sos romantico: “Aiutatemi a trovarla condividendo questo”. Una specie di “Chi l’ha visto?” del cuore, naturalmente senza scomparsi e con parecchie emoji.
Fa sorridere, ma racconta bene il nostro tempo. Siamo connessi con mezzo mondo e qualche volta non troviamo il coraggio di percorrere quei dieci metri che ci separano da qualcuno sulla spiaggia. Poi, tornati a casa, chiediamo all’algoritmo di rimettere insieme ciò che la timidezza ha lasciato incompiuto.
Chissà se lei leggerà. Chissà se si riconoscerà. E chissà soprattutto se quegli sguardi significavano la stessa cosa per entrambi.
Intanto il messaggio è partito. Non dentro una bottiglia affidata all’Adriatico, ma dentro Facebook. Meno poetico, forse. Però, di questi tempi, probabilmente arriva più lontano.