Il riscaldamento del mare ci regala nuove suggestive esperienze. Come l’incontro ravvicinato di un trigone curioso che, senza alcun timore, si è avvicinato ieri pomeriggio al remo di un pedalò guidato da un addetto al salvataggio nei pressi della spiaggia di Cesenatico.
Sono scene sempre meno rare nei nostri mari, soprattutto in questo periodo, quando questi esemplari di razza (nome scientifico Pastinaca comune) si avvicinano alla riva per partorire prediligendo dunque le acque più calde e più basse.
Eleganti ma solitamente diffidenti, non bisogna dimenticare che sono dotati di aculei velenosi situati sul dorso della coda. La lesione avviene in genere quando un soggetto inciampa in un trigone (spesso sepolto nella sabbia) mentre cammina nell’acqua di mare poco profonda. Il trigone infila l’aculeo della coda nel piede o nella gamba della vittima, rilasciando il veleno.
Il dolore è immediato e forte, ma diminuisce gradualmente nell’arco di 6-48 ore. Se invece episodi sincopali, debolezza, nausea, vomito, sudorazione e crampi non si attenuano, è sempre consigliato recarsi al Cau e, in caso di respiro affannoso, direttamente al pronto soccorso.