Alzare il braccio per prendere un piatto. Infilarsi la giacca. Dormire su un fianco.
Quando compare una spalla dolorosa anche i gesti più semplici diventano difficili.
Il dolore alla spalla è uno dei disturbi muscoloscheletrici più frequenti dopo i 40 anni. Spesso viene gestito con confusione, paura e riposo eccessivo.
La buona notizia? Nella maggior parte dei casi si può migliorare — e molto — con il giusto approccio.
Perché viene la spalla dolorosa?
Quando la spalla inizia a fare male, il primo pensiero è spesso: “Mi si è consumata l’articolazione”.
In realtà, l’artrosi è meno frequente rispetto ad altre cause.
Le condizioni più comuni sono:
- Tendinopatia della cuffia dei rotatori
- Borsite
- Sindrome da dolore subacromiale (la forma più frequente di dolore non traumatico)
Nella maggior parte dei casi il dolore non è dovuto a una “rottura”, ma a un sovraccarico o a una ridotta capacità dei tessuti di adattarsi allo stress.
Cos’è la cuffia dei rotatori?
La cuffia dei rotatori è un gruppo di muscoli e tendini che stabilizza la spalla e permette movimenti come sollevare e ruotare il braccio.
Movimenti ripetitivi, lavori sopra la testa, sport o lunghi periodi di inattività possono ridurre la capacità di carico di questi tessuti.
Un aspetto importante: alterazioni visibili alla risonanza magnetica sono molto comuni anche in persone senza dolore.
L’esame strumentale non sempre spiega i sintomi.
Riposo assoluto o movimento?
La reazione più comune al dolore è fermarsi completamente.
Nella maggior parte dei casi, però, il riposo prolungato peggiora rigidità e debolezza.
Le linee guida internazionali sono sempre più chiare: l’esercizio terapeutico è il trattamento di prima scelta nella spalla dolorosa non traumatica.
Un percorso personalizzato ha l’obiettivo di:
- Recuperare mobilità
- Rinforzare in modo progressivo la cuffia dei rotatori
- Migliorare il controllo della scapola
- Riabituare la spalla al carico in modo graduale
Il movimento non “consuma” la spalla. La rende più forte e più resistente.
Quando preoccuparsi?
È importante rivolgersi al medico se il dolore:
- Compare dopo un trauma importante
- È associato a perdita marcata e improvvisa di forza
- È accompagnato da febbre o gonfiore evidente
- Non migliora dopo alcune settimane
Nella maggior parte dei casi, però, la spalla dolorosa è una condizione gestibile con un percorso conservativo.
Dolore non significa danno grave
Un messaggio fondamentale: dolore non significa necessariamente lesione grave.
Spesso è un segnale di sovraccarico o sensibilizzazione.
Il corpo ha una grande capacità di adattamento se stimolato nel modo corretto.
In sintesi: cosa fare se hai una spalla dolorosa
- Non basarti solo sulla risonanza
- Evita il riposo totale prolungato
- Riprendi a muoverti in modo graduale
- Fatti valutare se il dolore persiste
Nella maggior parte dei casi, la spalla dolorosa è reversibile.
Muoversi in modo intelligente è la chiave per tornare alle proprie attività senza paura.
*A Cura dello staff di Moove e del dott. Simone Vincenzi, Fisioterapista OMPT (Orthopaedic Manipulative Physical Therapist)
Co-Founder di Moove Cesenatico – Specialisti della Salute
Docente Responsabile Master in Fisioterapia Muscoloscheletrica e Reumatologica Università di Roma “La Sapienza” – Modulo Spalla
Docente Responsabile Master in Fisioterapia Muscoloscheletrica e Reumatologica Università di Roma “Tor Vergata” – Modulo Gomito
Referente Regionale Emilia-Romagna per il SICseG – Società italiana di chirurgia della spalla e del gomito
Iscritto Regolarmente alla Federazione Nazionale Ordini Fisioterapisti (FNOFI) – Ordine Interprovinciale della Professione Sanitaria di Fisioterapista di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini – N° 227
Consigliere Ordine Interprovinciale della professione di Fisioterapista di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini