“Le barche ferme non sono soltanto un problema di una categoria: sono il simbolo delle difficoltà di chi lavora e fatica a vivere del proprio mestiere”. Alleanza Verdi e Sinistra di Cesenatico interviene sulla protesta dei pescatori, chiedendo al Governo “misure più incisive contro il caro carburante”.
Per la formazione politica, la crisi della marineria riguarda l’intera comunità, perché “la pesca è storia, lavoro e identità di Cesenatico”. Nel mirino finiscono gli aiuti nazionali: secondo quanto riportato nel comunicato, il Governo avrebbe messo a disposizione 10 milioni di euro per l’intera flotta, dopo un analogo stanziamento in primavera. Risorse che AVS giudica “insufficienti” a compensare i rincari.
Il gruppo collega le difficoltà dei pescatori al più ampio problema del costo della vita, dalle bollette ai generi alimentari, fino al pieno dell’auto: “Il carovita compromette ogni giorno la spesa di tante famiglie, che arrivano a fine mese con sempre più difficoltà”.
AVS richiama la posizione assunta dal Comune al fianco della marineria e indica in 6,6 milioni di euro le risorse regionali contro il caro carburante. “Ora tocca al Governo: servono interventi all’altezza di una crisi nazionale”, sostiene.
La proposta è “introdurre una tassa straordinaria sui profitti delle società energetiche, destinando le risorse alla riduzione delle bollette e alla transizione verso le rinnovabili”.
“Difendere i pescatori – conclude la nota – significa difendere il lavoro, le famiglie e il futuro della nostra città. Senza pescatori, Cesenatico perde una parte fondamentale della propria identità”.