5 Ottobre, 2026 Cesenatico

Pinarella, caso ruspa: Gnoli prende tempo e valuta il processo ordinario

La prima udienza che doveva aprire il rito abbreviato condizionato a documenti e testimonianze si è chiusa con un rinvio e con una decisione ancora da prendere. Davanti al gip Andrea Galanti e al pm Lucrezia Ciriello, gli avvocati Carlo Benini e Vittorio Manes, difensori di Lerry Gnoli, hanno fatto capire che il 54enne potrebbe rinunciare all’abbreviato e scegliere il pubblico dibattimento. “Sono mutate alcune condizioni”, hanno detto, chiedendo tempo fino a metà gennaio per definire la strategia.

Gnoli è imputato per l’investimento del 24 maggio sulla spiaggia di Pinarella: la turista vicentina Elisa Spadavecchia, 66 anni, venne travolta da una ruspa. L’uomo non era in aula, ma collegato dal carcere di Ravenna, dove è detenuto dal 28 giugno. 

La custodia cautelare, disposta dal gip Janos Barlotti e confermata in appello, riguarda l’ipotesi di omicidio colposo aggravato e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Il ricorso in Cassazione contro la misura è fissato per la fine di gennaio. Per ora i legali non hanno depositato nuove istanze, riservandosi eventuali iniziative più avanti: con l’udienza in Cassazione a fine mese, Gnoli rischia di trascorrere le festività in cella.

In tribunale era presente anche Giovanni Sfregola, marito della vittima, assistito dagli avvocati Carlotta Mattei e Andrea Montani. Sarebbe potuto essere il primo incontro diretto con l’imputato, ma Sfregola ha spiegato che “non sarebbe cambiato nulla vederlo” e che eventuali scuse non sarebbero significative. “L’ergastolo lo ha preso lui”, ha aggiunto l’avvocata Mattei, riferendosi alle conseguenze personali per il marito.

La prossima udienza dovrà affrontare anche la chiamata dei responsabili civili: oltre all’assicurazione, è stata indicata Consar, ritenuta collegata ai lavori di spianamento delle dune. Il Comune ha sempre sostenuto che gli interventi fossero “non autorizzati”; la difesa, al contrario, afferma che Gnoli operasse su incarico del consorzio e per conto della Cooperativa Bagnini di Cervia.

Secondo gli accertamenti di carabinieri e guardia costiera, quel giorno l’uomo avrebbe guidato risultando positivo alla cocaina con assunzione recente. Avrebbe portato il mezzo oltre l’area consentita e avrebbe effettuato una retromarcia a velocità sostenuta senza verificare la presenza di persone e senza predisporre misure di sicurezza. La ruspa sarebbe risultata senza targa, priva di segnalatore acustico e di lampeggianti. 

A complicare il quadro, un precedente del 2022: nel marzo di quell’anno investì e uccise un anziano sulle strisce e risultò positivo alla cocaina; fu condannato a due anni e mezzo per omicidio stradale con revoca della patente.

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