A Carla, questa volta, è andata bene. Per quanto possa considerarsi “fortunata” un’ottantenne aggredita in pieno giorno, ferita al collo e sottoposta a uno shock emotivo sicuramente pesante.
È accaduto ieri, intorno alle 17, in via XXV Luglio, nella zona del Boschetto. Carla – cittadina molta nota – era uscita, come ogni giorno, per gettare plastica e carta nei cassonetti quando un giovane, arrivato a bordo di una bici elettrica (e non di un monopattino come si era pensato inizialmente), le ha strappato la collanina dal collo ed è fuggito rapidamente. La donna ha riportato un’abrasione al collo, ma ha evitato la caduta e conseguenze potenzialmente ben più gravi.
L’episodio riaccende un allarme sociale che a Cesenatico merita attenzione. L’utilizzo di monopattini e biciclette elettriche per avvicinare le vittime e garantirsi una fuga veloce rappresenta una modalità in preoccupante crescita, registrata più volte soprattutto a Ponente, nell’area Mazzeo e verso Zadina. In diversi precedenti le testimonianze hanno descritto giovani di origine nordafricana che, dopo aver colpito con estrema freddezza, si sono dileguati nelle stradine circostanti.
Ricordiamo che, dal punto di vista giuridico, questo genere di reati si configura come furto con strappo. Il confine con la rapina viene superato quando la violenza non è diretta soltanto sulla cosa sottratta, ma sulla persona, per vincerne la resistenza. Un limite molto sottile quando una vittima viene trascinata, spinta o scaraventata a terra.
I numeri spiegano la pericolosità del fenomeno. Secondo l’indagine Istat 2022-2023, il 18,88% delle vittime di scippo, quasi una su cinque, riporta ferite o contusioni tanto gravi da rendere necessario il ricovero ospedaliero. Ma per gli ultrasettantenni il rischio sale quasi al doppio.
Carla è caduta, ma se l’è cavata con qualche escoriazione. La prossima vittima potrebbe non essere altrettanto fortunata.