16 Settembre, 2026 Cesenatico

Scuolabus, la famiglia non ci sta: “Quella fermata non è la soluzione”

Nel video qui sopra abbiamo ripercorso il tragitto che, secondo la soluzione individuata dal Comune, i due bambini di 9 e 10 anni dovrebbero percorrere ogni mattina per raggiungere lo scuolabus, accompagnati dalla nonna ottantenne (Clicca qui). Dal domicilio in Via Cappona il tragitto conduce fino all’incrocio con Via Pisciatello, quindi prosegue per circa un chilometro lungo via Fiorentina per poi raggiungere Via Fossa e, una volta imboccata la strada, arrivare finalmente alla fermata indicata dall’Amministrazione al civico 88. Circa 1,35 chilometri complessivi, come riconosciuto dallo stesso Comune.

Ed è proprio questo itinerario, più che un semplice dato chilometrico, a rappresentare il cuore della nuova contestazione sollevata dalla famiglia. Perché una parte consistente dell’itinerario si sviluppa lungo Via Fiorentina, una strada che – come mostra anche la ricostruzione del percorso – presenta lunghi tratti praticamente privi di banchina e nei quali il passaggio contemporaneo di due automobili appare troppo ravvicinato e dunque potenzialmente pericoloso. La questione, pertanto, torna ad essere quella della sicurezza del tragitto casa-fermata.

Il Comune, nella risposta ufficiale pubblicata ieri (Clicca qui), ha confermato la fermata di Via Fossa, spiegando che la distanza di 1.350 metri – ben superiore ai 350 indicati “di norma” nella Carta dei Servizi – sarebbe giustificata dall’esigenza di garantire sicurezza stradale parallelamente alla sostenibilità economica e organizzativa del servizio. 

Ma ora arriva la contro-replica della famiglia, fatta prontamente recapitare all’Amministrazione. I genitori contestano innanzitutto il presupposto tecnico sulla base del quale sarebbe stata esclusa la possibilità di una fermata lungo Via Pisciatello. Nel documento, infatti, viene evidenziato che la strada è a doppio senso di marcia e, puntualizza il padre, “a basso flusso di traffico”. Secondo la famiglia, presenterebbe inoltre ampie banchine laterali sul lato opposto rispetto al corso del fiume, così consentendo ai bambini di attendere il mezzo in condizioni di maggiore sicurezza.

Una ricostruzione che viene contrapposta al parere della Polizia Locale, che aveva escluso una fermata lungo Via Pisciatello proprio alla luce dell’assenza di una banchina pedonale protetta o di una piazzola idonea. Al contrario, lo stesso parere aveva giudicato tecnicamente possibile l’utilizzo di un mezzo più piccolo di quello da 12 metri, soluzione capace di superare le criticità geometriche della viabilità.

È proprio su questa apparente contraddizione che la famiglia chiede ora di tornare sul posto. La richiesta è quella di un nuovo sopralluogo congiunto tra Comune, AMR e Polizia Locale, finalizzato a verificare direttamente la conformazione della strada e gli eventuali spazi disponibili. Non soltanto una nuova valutazione sulla carta, dunque, ma un confronto sulla situazione reale.

La famiglia richiama inoltre, ancora una volta, la Carta dei Servizi comunale, che effettivamente indica in 350 metri la distanza massima che, “possibilmente”, dovrebbe separare l’abitazione dalla fermata dello scuolabus. Una previsione già contestata dall’enorme differenza rispetto ai 1.350 metri della soluzione oggi confermata. 

E adesso emerge un ulteriore elemento: la famiglia sostiene che quei 1.350 metri non siano semplicemente tanti, ma costituiscano un percorso quotidiano che espone i due bambini a una situazione di rischio maggiore rispetto ad una possibile fermata individuata lungo Via Pisciatello. Il Comune ha invece motivato la scelta anche con i costi: l’eventuale impiego di un minibus avrebbe infatti un aggravio stimato in circa 19.500-20.000 euro l’anno. 

La famiglia, però, non considera chiusa la partita. Nella diffida chiede una nuova verifica e, in assenza di una soluzione ritenuta “sicura e rispettosa dei criteri della Carta dei Servizi”, si riserva anche di rivolgersi al TAR dell’Emilia-Romagna.

Ora la palla torna al Comune. E la nuova domanda è molto concreta: prima di accettare che due bambini e una nonna ottantenne percorrano ogni mattina quel tragitto, sarà possibile tornare a verificare direttamente se esista una soluzione più vicina e, soprattutto, più sicura?

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