La prima campanella è suonata e, quasi contemporaneamente, sulla Riviera è calato il silenzio. A Cesenatico il cambiamento è stato repentino: alberghi che registrano partenze anticipate, commercianti che vedono diminuire il passaggio, spiagge meno affollate e strade improvvisamente svuotate. Un controesodo clamoroso, arrivato proprio nell’ultimo fine settimana di agosto, quando il caldo e le previsioni meteorologiche avrebbero suggerito tutt’altro.
Sia chiaro: non è cominciato ufficialmente l’anno scolastico. Quella avviata dalla Regione Emilia-Romagna è una sperimentazione volontaria e gratuita che coinvolge circa 150 plessi e ottomila bambini delle elementari, impegnati dalle 8 alle 13 in attività extrascolastiche. Una distinzione formalmente importante, ma che cambia poco negli effetti concreti: per partecipare, le famiglie hanno dovuto concludere le vacanze, preparare gli zaini e rientrare nelle città di residenza. E con loro ovviamente anche insegnanti, bidelli, personale di segreteria e tutto il massiccio indotto che orbita attorno al mondo della scuola.
Il risultato, almeno a Cesenatico, sembra essersi già materializzato. Lo raccontano gli albergatori, lo confermano i commercianti e lo vedono tutti coloro che lavorano sul lungomare. Molte famiglie emiliane mancano all’appello, nonostante temperature ancora superiori ai 30 gradi e un fine settimana che si annuncia pienamente estivo, con punte previste sulla costa attorno ai 35-6 gradi. Il sole resta quello di agosto, ma il calendario imposto dalla sperimentazione ha già il sapore dell’autunno.
Saranno i dati ufficiali sulle presenze e sull’occupazione alberghiera a stabilire con precisione le dimensioni del fenomeno e quanto abbia inciso il progetto regionale. Ma ignorare il segnale sarebbe miope. Le tradizionali vacanze di fine agosto e dei primi giorni di settembre rappresentano da sempre una parte importante della stagione turistica romagnola, soprattutto per le famiglie provenienti dalle città emiliane.
Anticipare anche soltanto indirettamente il ritorno sui banchi significa spezzare questa coda della stagione e rendere ancora più difficile il lavoro di alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti e negozi. Tutto questo mentre da anni si riempiono convegni e documenti con la necessità di destagionalizzare il turismo.
Complimenti, dunque, alla Regione: mentre la Riviera prova ad allungare l’estate, Bologna anticipa la campanella. Si parla di conciliazione tra famiglia e lavoro, obiettivo certamente condivisibile, ma ci si dimentica ancora una volta di valutare le conseguenze sul turismo romagnolo. E pensare che è soltanto una sperimentazione. Se questo è l’inizio, sarà bene misurarne subito gli effetti prima di trasformarla in una scelta strutturale.