Ce l’ha un po’ con tutti la signora Giovanna Di Flaviano, turista brianzola (arrabbiatissima) di Concorezzo in provincia di Monza. In primis con l’hotel a 3 stelle di via Venezia a Cesenatico che – a suo dire – le ha fatto trascorrere “una vacanza d’inferno”. Ma, circostanziando nel dettaglio tutti i disservizi, non le manda a dire neppure all’ufficio del Turismo di Cesenatico “che – aggiunge – non risponde alle segnalazioni. Neanche una parola nè per scusarsi nè per confermare di avere ricevuto il reclamo”.
Dopo aver spiegato di essere “veramente inorridita ed indignata” per il trattamento ricevuto (“è la prima volta che mi capita di aprire una stanza d’albergo e trovarla senza corrente elettrica”), non sentendosi ascoltata, Giovanna ha deciso di condividere il suo reclamo anche con i media locali.
“Ho prenotato questo albergo direttamente sul sito – inizia il suo racconto -. Si tratta di un hotel a 3 stelle (sopravvalutate) che non ha il portiere notturno. Sono partita venerdi 11 luglio, subito dopo il lavoro, da Milano per arrivare, visto il grande traffico, in tarda serata a Cesenatico. La proprietaria mi ha contattato telefonicamente verso le 23 per chiedermi se stavo arrivando e che, vista l’ora tarda, mi avrebbe inviato il codice per entrare e che avrei trovato poi sul bancone della reception la chiave della camera assegnatami. Arrivo molto tardi e prendo la chiave della camera al quarto piano, la 405 ma, una volta aperta la porta, mi rendo conto che la stanza non ha corrente elettrica e non funziona nessuna luce. Una cosa del genere – evidenzia la turista – non mi è mai accadutą in 50 anni, neanche in posti remoti dell’Africa!”.
“All’1.31 – prosegue il reclamo – chiamo la signora che mi guida al quadro elettrico del corridoio e mi dice di tirare su gli eventuali interruttori saltati, ma non c’è alcun interruttore saltato. La signora comunque mi rassicura dicendo che, essendo lei lontana, manderà il figlio a risolvere il problema. Nel frattempo io non posso entrare in camera perchè totalmente al buio. Stranamente le luci in corridoio funzionano e anche l’ascensore… mi sembra un incubo. Sono stanca, ho guidato per più di 4 ore, è tarda notte e ho solo voglia di dormire. Attendo fino all’1.58 poi, via whatsapp, avverto la signora che il figlio non si è visto e che il disservizio permane. Provo a contattarla telefonicamente disperata alle 2.30, ma non risponde, tanto che sentendo dei rumori scendo in reception, ma è un altro cliente, rimasto anche lui senza luce. Mi racconta che anche i suoi amici, nella camera 205 e 206, sono senza luce, quindi deduco che sono ben quattro le camere in piani diversi che sono totalmente al buio! E questo sarebbe un hotel 3 Stelle a Cesenatico? Con la proprietaria che non si preoccupa di lasciare i clienti al buio?”.
“Le scrivo ancora su whatsapp chiedendole se, almeno, posso prendere un’altra stanza e andare finalmente a dormire. La proprietaria mi risponde di prendere la chiave della 505… speranzosa prendo la chiave e provo, desiderando ardentemente riposarmi, ma purtroppo anche questa camera non ha la corrente elettrica. A quel punto, esasperata, chiamo i carabinieri di Cesena che mi dicono di contattare la proprietaria. Riprovo a chiamare stavolta al numero dell’hotel. Alle 2.52 e mi risponde la signora dicendo che lei è troppo lontana e non può venire a risolvere il problema. Sorvola anche sul fatto che, dopo un’ora e mezza, non si è visto suo figlio che, evidentemente, si sta divertendo in giro anziché prestare soccorso ai clienti. Io ho anche i cellulari quasi completamente scarichi, ma vado nella camera buia e, illuminandomi con i cellulari, mi metto a letto. Ma, innervosita e incredula per quel trattamento, non riesco a prendere sonno prima delle 5:30 del mattino seguente, quando già albeggia”.
“Mi sveglio in tarda mattinata, perdendo la colazione e mi reco in reception a fare il check-in con il documento, ma la signorina lì presente non solo non si scusa per il disagio, ma minimizza vergognosamente il problema da me patito. Cerco di distrarmi, vado a mangiare una piadina e poi al mare e, alla sera quando rientro, trovo in reception proprio la signora Carla alla quale faccio presente il disguido. Mi lamento con lei per la mancata assistenza ricevuta nonostante io avessi già pagato la notte in anticipo e mi viene risposto laconicamente che avrebbe avvertito la Direzione”.
“Nel pomeriggio – prosegue il suo racconto – contatto l’ufficio IAT facendo presente l’accaduto e mi viene indicata la possibilità di fare una segnalazione per la vacanza rovinata e che mi avrebbero inviato via email il relativo modulo. La mattina successiva, al momento di saldare il conto, visto che mi avevano già trattenuto con la carta di credito la cifra di 80 Euro, ho fatto presente che non mi sembrava il caso di pagare ulteriormente avendo io avuto un disservizio che mi ha rovinato la vacanza, il ricordo di Cesenatico e l’opinione su questo paese. Il costo di una notte di pernottamento ammontava a 72 euro a notte, ma l’hotel meriterebbe al massimo due stelle: oltre ai disservizi nella camera c’è un bagno piccolissimo in cui si cammina a malapena, con doccia senza box protettivo, separata dal lavandino solo da una tenda, che quando viene utilizzata allaga tutto il bagnetto”.
“Io – conclude amareggiata Giovanna – sono rimasta traumatizzata da ciò che ho vissuto, un vero incubo! Inutile dire che non tornerò mai più a Cesenatico, vista I’incuria riscontrata (nel pomeriggio del sabato 12 ho anche contattato i vigili urbani che mi hanno anche preso in giro per questo episodio). Frequentando spesso Rimini e la costa romagnola mi sembra impossibile questo modo di lavorare: non avere un portiere di notte e, soprattutto, non aiutare i propri clienti in situazioni di difficoltà. Spero che questa mia testimonianza serva ma, soprattutto, serva a togliere la terza stella a questo albergo che non la merita affatto visto i servizi che offre”.