Nessuna dichiarazione al vetriolo, nessun attacco frontale. Eppure le parole pronunciate via social da Mirko Casadei rischiano di lasciare il segno nel bilancio finale della Settimana del Liscio, la manifestazione che in questi giorni ha animato Gatteo Mare celebrando la musica simbolo della Romagna e che si avvia alla conclusione nel fine settimana.
Il figlio di Raoul Casadei ha affidato a una riflessione pubblica il proprio disappunto per un’assenza che, a suo dire, appare difficile da ignorare.
“Senza voler fare polemica”, premette più volte. Ma il senso del messaggio è chiaro. Mirko Casadei sottolinea infatti come la manifestazione di Gatteo Mare valorizzi proprio quel patrimonio musicale che la famiglia Casadei ha contribuito in maniera decisiva a costruire e diffondere in Italia e nel mondo. Dai grandi classici come “Ciao Mare” fino alla celebre “Mazurca di periferia”, passando per decine di altri brani entrati nell’immaginario collettivo, il repertorio nato dall’esperienza artistica di Raoul Casadei continua a rappresentare una colonna portante del liscio romagnolo.
Proprio per questo, osserva Casadei, appare singolare che in una settimana dedicata alla celebrazione di questo genere musicale siano presenti artisti, orchestre e protagonisti del settore, ma non la famiglia che più di ogni altra ne ha segnato la storia recente.
“Ci sono tutti, tranne i Casadei”, afferma, scegliendo un tono misurato ma al tempo stesso inequivocabile. Una frase che racchiude il cuore della questione e che lascia emergere una certa amarezza. Casadei evita accuratamente di trasformare il ragionamento in uno scontro personale. Anzi, rivendica il rapporto di amicizia con gli organizzatori (“Moreno è un mio amico, il sindaco di Gatteo è un mio amico”), precisando di non voler alimentare polemiche. Tuttavia non rinuncia a evidenziare quella che considera una contraddizione.
“La nostra musica viene valorizzata e questo mi fa piacere”, dice. Poi aggiunge: “Però è un po’ strano”. Un concetto ripetuto più volte, quasi a voler sottolineare un interrogativo che resta senza risposta. Perché celebrare il liscio senza coinvolgere chi ne rappresenta uno dei cognomi più iconici?
Domanda che, almeno per ora, resta sospesa. E forse proprio per questo le parole di Mirko Casadei risultano particolarmente pungenti. Non contengono accuse esplicite né recriminazioni dirette. Ma insinuano un dubbio destinato a far discutere: può esistere una grande festa del liscio senza i Casadei?
La VoceRomagnola