5 Ottobre, 2026 Cesenatico

Sicurezza nelle stazioni, 20 milioni ai capoluoghi: la Riviera resta ancora una volta a mani vuote

La Regione Emilia-Romagna ha individuato un problema reale. Le stazioni ferroviarie sono diventate uno degli snodi più delicati delle città: luoghi di transito, ma anche spazi dove si concentrano fenomeni di degrado, microcriminalità e insicurezza. Per questo ha stanziato 20 milioni di euro destinati alla loro riqualificazione. L’obiettivo è condivisibile. Meno convincente è il criterio con cui sono stati distribuiti i fondi.

Le risorse, infatti, sono riservate – come da regole del bando – ai soli Comuni capoluogo. Tradotto: Cesenatico, Cervia, Gatteo Mare, Bellaria-Igea Marina e San Mauro Mare non riceveranno un euro, nonostante proprio queste stazioni, durante la stagione estiva, siano attraversate da un numero di viaggiatori ben superiori a quelli dei capoluoghi emiliani e rappresentino pertanto, almeno per un terzo dell’anno, alcuni dei punti più sensibili dell’intera regione.

È una contraddizione evidente. Se il parametro è la sicurezza, allora non si può ragionare soltanto sulla base dei confini amministrativi. In estate la stazione di Cesenatico, così come quelle di Cervia-Milano Marittima o Gatteo a Mare, vive una pressione che molti capoluoghi conoscono solo in occasione di eventi straordinari. Arrivano migliaia di giovani diretti ai locali della Riviera, aumentano i flussi turistici, crescono le esigenze di controllo e non mancano episodi di violenza, furti, spaccio e vandalismi.

La Riviera romagnola è il più grande polo turistico dell’Emilia-Romagna. Proprio per questo le sue stazioni ferroviarie rappresentano molto più di semplici fermate: sono la porta d’ingresso di milioni di visitatori ogni anno e costituiscono un nodo fondamentale sotto il profilo della sicurezza e dell’accoglienza.

È quindi difficile comprendere perché, parlando di riqualificazione delle aree ferroviarie, si sia scelto di finanziare esclusivamente i capoluoghi, escludendo località che, almeno per tre o quattro mesi l’anno, registrano un’intensità di utilizzo e problematiche persino superiori.

Non si tratta di mettere in discussione gli investimenti destinati a Parma, Piacenza, Reggio Emilia o agli altri capoluoghi, che hanno certamente le loro esigenze. Il punto è un altro: la sicurezza dovrebbe seguire i bisogni reali dei territori, non le linee tracciate sulle carte amministrative.

Se davvero si vuole intervenire dove il problema è più sentito, allora la prossima programmazione dovrà guardare anche alle stazioni della costa romagnola. Perché è lì, durante l’estate, che si misura una parte importante della capacità dell’Emilia-Romagna di garantire sicurezza, decoro e accoglienza. Ignorarlo significa perdere un’occasione per affrontare il problema proprio dove si manifesta con maggiore intensità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Redazione

Redazione

La nostra redazione è composta da appassionati di Cesenatico e della sua comunità, che con dedizione e passione si impegnano a raccontare storie, eventi e novità che animano la nostra realtà locale.