Con il passare delle ore si affievoliscono le speranze di trovare ancora in vita Ugo Coppola, il 54enne sub di Pescara dichiarato ufficialmente disperso dalle 13.30 di mercoledì scorso al termine di un’immersione di gruppo organizzata dal Dive Planet di Rimini alla piattaforma metanifera del Paguro, al largo della costa di Lido Adriano.
Si tratta di un’area tradizionalmente molto conosciuta dagli appassionati di immersioni dopo che la piattaforma, ormai 60 anni fa (il 28 settembre del 1965 per la precisione), sprofondò in mare dopo un’esplosione.
Le ricerche sono riprese questa mattina a 12 miglia dalla costa ma, dopo tre giorni, diminuiscono le possibilità di un esito positivo della vicenda.
Oltre ai mezzi della Capitaneria, sui cieli del mare Adriatico, in una zona che – giorno dopo giorno – si allarga sempre più, vola anche l’Atr42 della Guardia Costiera di Pescara. A questo punto l’obiettivo è quello di intravedere una sagoma, sebbene le ricerche proseguino anche in profondità grazie all’incessante lavoro di diversi nuclei sommozzatori che si sono alternati in queste giornate di ricerche: da quelli del Roan ai Vigili del Fuoco fino agli uomini della Guardia di Finanza di Rimini.
Il corpo di Coppola, infatti, potrebbe trovarsi ancora incagliato tra le cavità metalliche del relitto, un’ipotesi che renderebbe le ricerche ancora più complesse visto che il mare, in quel tratto, arriva a 30 metri di profondità e, dunque, negli ultimi 10 metri la visibilità è praticamente nulla.
Sulla superficie dell’acqua, invece, sono presenti le motovedette della Guardia costiera di Ravenna, che coordina le ricerche coadiuvata dalle squadre di Cesenatico e Rimini.