Teatro Comunale, è scontro in Consiglio tra maggioranza e opposizione. Al centro del confronto di ieri sera il regolamento sull’utilizzo della struttura e, soprattutto, due letture opposte di ciò che è accaduto dal 2016 a oggi.
Per la minoranza le regole introdotte dalla Giunta Gozzoli “hanno fortemente limitato l’accesso al teatro Comunale, spingendo alcune associazioni fuori Cesenatico”. Per la maggioranza è vero il contrario: “Proprio il limite imposto agli utilizzi impedirebbe che pochi occupino troppe date e consentirebbe di lasciare spazio a tutti”.
Alla fine i numeri del voto non lasciano margini: 10 contrari e 5 favorevoli. Respinta la mozione presentata da Stefania Salsi, consigliera della lista civica Per Buda, e sostenuta dall’opposizione.
La proposta arrivava dopo la petizione partita il 4 luglio e sottoscritta, secondo quanto riferito da Salsi, “da centinaia di cittadini, genitori, insegnanti, giovani e associazioni del territorio”.
Tre le richieste: superare il tetto delle tre giornate annuali per ciascuna realtà, mantenendo la priorità del cartellone comunale; rendere automatica l’esenzione dal canone quando l’intero incasso viene devoluto in beneficenza a realtà del territorio; istituire un punto di contatto stabile tra Comune, associazioni, scuole e artisti.
Salsi ha richiamato anche la propria esperienza con La Magica Notte e I Palconauti, ricordando “gli spettacoli organizzati per raccogliere fondi destinati alle scuole e ad altre realtà”. La tesi della minoranza è che oggi, “tra limite delle giornate e costi insostenibili”, diverse associazioni abbiano dovuto cercare palcoscenici in altri Comuni.

È su questo punto che lo scontro si è acceso. Roberto Buda ha contestato la ricostruzione della maggioranza secondo cui il regolamento avrebbe messo ordine in una situazione precedente poco strutturata. “La campagna abbonamenti c’era già”, ha sottolineato in risposta alla consigliera Montalti, ricordando il cartellone organizzato durante il suo mandato e sostenendo che allora alle associazioni non venisse mai negato il teatro. Oggi, secondo Buda, “alcune realtà vanno invece a Cervia o Cesena o, nei casi estremi, hanno rinunciato agli spettacoli”. Una scelta che l’ex sindaco ha attribuito direttamente alla linea adottata dall’amministrazione dal 2016.
La maggioranza ha risposto con i numeri. Nel corso del dibattito sono state richiamate circa 80 giornate di utilizzo tra ottobre e giugno, divise tra cartellone comunale, associazioni, scuole e privati. Per il capogruppo Pd Mario Drudi, questi dati smentiscono l’immagine di un teatro chiuso alla città. “Il teatro è un bene prezioso che va salvaguardato”, ha sottolineato, contestando l’idea che possa essere messo a disposizione “senza limiti”. Drudi ha inoltre affermato che non gli risultano “associazioni locali escluse dopo aver presentato richieste nei termini previsti”.
In sostanza, rendere automatici gli esoneri per la beneficenza, secondo la maggioranza, significherebbe “trasferire i relativi costi sul bilancio comunale e dunque sulla collettività”.
A difendere fino in fondo l’impianto attuale è stata l’assessore Emanuela Pedulli. Il limite delle tre giornate, ha spiegato, “non è stato fissato per escludere qualcuno, ma per garantire l’accesso al maggior numero possibile di soggetti”. Pedulli ha rivendicato inoltre la gestione diretta del teatro e il lavoro dell’Ufficio Cultura, sottolineando “le difficoltà crescenti” nel costruire un cartellone “senza affidarlo a gestori esterni”.
Due visioni, dunque, rimaste distanti fino al voto. Per l’opposizione “il regolamento ha sottratto spazio alla vitalità culturale e associativa della città”; per la maggioranza quelle stesse regole “sono necessarie per distribuire equamente gli spazi, tutelare la fragilità del Comunale e salvaguardare la qualità della stagione teatrale”.
Il Consiglio ha scelto di non modificare l’impianto attuale: la mozione Salsi è stata bocciata con 10 voti contrari e cinque favorevoli.
