Il botta e risposta politico sulla vicenda dei turisti truffati e sulla Festa di Garibaldi si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il comunicato con cui il Partito Democratico ha accusato Fratelli d’Italia di aver trasformato una tradizione simbolo della città in “un pretesto per la polemica politica”, arriva la controreplica del capogruppo di FdI Emilio Zarrelli.
“Quando ieri ho deciso di scrivere quel comunicato – spiega – l’ho fatto perché per tutta la mattina sono stato contattato da tante persone allarmate e disperate. In via Pascoli continuavano ad arrivare famiglie convinte di iniziare le proprie vacanze e che invece scoprivano di essere state truffate. A fronteggiare quella situazione non c’erano le istituzioni, ma i commercianti e i titolari delle attività della zona, che con grande spirito di solidarietà hanno dato le prime indicazioni e cercato di assistere anche famiglie con bambini piccoli».
Per Zarrelli è proprio questo il punto centrale della vicenda. «Per ore – sostiene – non si è visto un solo rappresentante dell’amministrazione comunale. Se qualcuno è in grado di dimostrare il contrario lo faccia, ma dovrà confrontarsi con tutte le persone che erano presenti e che hanno visto cosa stava accadendo».
Il consigliere di opposizione ridimensiona poi la frase sul sindaco «in barchetta», finita al centro della replica del Pd. «Era chiaramente una battuta. Mi sorprende che le venga attribuito un significato così profondo, addirittura aggressivo, con richiami ai valori del Risorgimento, della Repubblica e della storia d’Italia, come se questi temi appartenessero alla sinistra. Fratelli d’Italia ha sempre difeso le tradizioni, l’identità e il patrimonio storico del nostro Paese e, su questi temi, non prende lezioni da nessuno».
Secondo Zarrelli, il suo intervento avrebbe raggiunto l’obiettivo prefissato. «Non volevo fare un attacco politico fine a se stesso, ma dire all’amministrazione: ‘sta succedendo qualcosa di molto grave e serve agire subito’. Mentre si partecipava alle iniziative della Festa di Garibaldi, sarebbe bastato che almeno un assessore, uno solo, andasse in via Pascoli a rendersi conto della situazione. La manifestazione si sarebbe svolta comunque».
Infine la conclusione: «Se oggi devo prendermi qualche critica per quella battuta, me la prendo volentieri. Sono però soddisfatto se quel comunicato è servito a mettere in moto la macchina organizzativa e a far arrivare finalmente una risposta strutturata alle famiglie coinvolte. Io stesso nel pomeriggio ho trovato diverse strutture disposte ad accogliere le famiglie truffate. L’emergenza, purtroppo, non è finita: anche oggi continuano ad arrivare turisti truffati da tutta Italia e l’entità del fenomeno è ancora tutta da decifrare”.
Poi la chiosa finale: “L’obiettivo del mio intervento, lo ribadisco, era far sì che Cesenatico uscisse da questa vicenda nel miglior modo possibile e devo dire che, grazie alla disponibilità della popolazione, dopo un momento di disorientamento iniziale, questo sto avvenendo. Per quanto mi riguarda, la mia disponibilità ad aiutare resta sempre intatta”.