Prima o poi doveva capitare. Con l’ascensore della stazione ferroviaria di Cesenatico fuori servizio in piena estate e senza rampe alternative per raggiungere i binari, era soltanto questione di tempo prima che una persona con disabilità si trovasse in una situazione di grave difficoltà.
Nei giorni scorsi è accaduto a un turista di 56 anni, arrivato in stazione insieme al figlio disabile, costretto a muoversi su una sedia a rotelle. I due dovevano prendere il treno per fare ritorno a casa, ma una volta raggiunto lo scalo si sono trovati davanti a una barriera insormontabile: l’ascensore non funzionava e non esisteva un percorso alternativo accessibile che consentisse loro di raggiungere autonomamente il binario di partenza.
Di fronte all’impossibilità di proseguire, è stato richiesto l’intervento dei carabinieri. La Centrale operativa di Cesenatico ha inviato sul posto i militari della prima squadra del servizio di supporto Sat, che hanno immediatamente compreso la delicatezza della situazione.
Non essendoci altre soluzioni, i carabinieri hanno sollevato di peso la carrozzina con il giovane a bordo e l’hanno trasportata in sicurezza lungo tutto il percorso necessario per arrivare al binario. I militari hanno affrontato due rampe di scale e attraversato il sottopasso ferroviario, permettendo infine a padre e figlio di salire sul treno e rientrare nella propria abitazione.
La famiglia ha espresso grande gratitudine nei confronti dei carabinieri, protagonisti di un intervento tanto concreto quanto decisivo. Senza il loro aiuto, infatti, il viaggio sarebbe stato probabilmente impossibile.
Resta però il problema che ha provocato l’emergenza. In una località turistica come Cesenatico, frequentata ogni giorno durante l’estate da migliaia di residenti e visitatori, lasciare fuori servizio l’unico ascensore utile a superare il sottopasso significa di fatto impedire l’accesso ai binari alle persone in carrozzina, agli anziani con difficoltà motorie e alle famiglie con passeggini.
L’intervento dei carabinieri ha risolto l’emergenza del momento, ma non può diventare la risposta ordinaria alla mancanza di accessibilità.