6 Ottobre, 2026 Cesenatico

Banche, in Provincia spariti 113 sportelli in dieci anni: “Anziani sempre più soli”

La banca resta aperta, ma per pagare una bolletta o versare contanti il cliente deve arrangiarsi davanti a una macchina. È il volto della desertificazione bancaria denunciata da Fisac Cgil e Spi Cgil di Forlì-Cesena: alla chiusura delle filiali si aggiunge “la progressiva eliminazione dei servizi di cassa e prima accoglienza, con conseguenze soprattutto per anziani e persone fragili”.

I numeri riportati dai sindacati fotografano una ritirata consistente. Tra giugno 2016 e giugno 2026 la provincia ha perso 113 sportelli, passando da 306 a 193 filiali: una contrazione del 36,9%. Parallelamente diminuiscono gli addetti, mentre nel biennio 2025-2026 le due organizzazioni segnalano “un aumento della soppressione delle casse con operatore, soprattutto nei grandi gruppi”.

Operazioni affidate a bancomat evoluti, totem e canali digitali rendono così la desertificazione un fenomeno anche qualitativo: “diminuisce la possibilità di trovare una persona alla quale chiedere assistenza”. Un processo che, osservano i sindacati, procede mentre il sistema bancario italiano registra utili definiti record anche nel 2025.

In un territorio dove, secondo il comunicato, gli over 65 superano un quarto dei residenti e gli over 75 sfiorano il 15%, il segretario dello Spi Paolo Montalti denuncia “il rischio di esclusione sociale”. Per chi non ha dimestichezza con applicazioni, codici e assistenti virtuali, l’impiegato bancario rappresentava un riferimento per pagamenti e versamenti, ma anche per consigli e rassicurazioni.

Il segretario della Fisac Andrea Valentini evidenzia il paradosso: “Agli anziani non si può chiedere fiducia quando si tratta di investire i risparmi di una vita, per poi lasciarli soli quando devono pagare una bolletta o ritirare i contanti. La fiducia si costruisce con la presenza”.

Le due sigle avvertono inoltre che l’isolamento della clientela meno digitale può aumentare l’esposizione a errori e truffe. Chiedono quindi di ridiscutere le riorganizzazioni ascoltando territori, Comuni e parti sociali. Nessuna contrarietà alla tecnologia, precisano, ma una richiesta: “La digitalizzazione deve sostenere il cliente e il lavoro, senza cancellare il rapporto umano”.

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