Un letto, fornelli, un frigorifero e gli effetti personali dentro un locale utilizzato per un’attività commerciale. Pensiline e tettoie realizzate senza i titoli richiesti. Sono i due nuovi casi di abuso edilizio riportati nel rendiconto di settembre del Comune di Cesenatico, che comprende anche due ordinanze di ripristino riferite a irregolarità accertate nei mesi precedenti.
L’elenco, datato primo ottobre e destinato a Regione, Provincia e Procura della Repubblica, fotografa quattro pratiche distinte. Il dato mensile è di due nuove constatazioni e due provvedimenti conseguenti: una distinzione necessaria per leggere correttamente il bilancio dei controlli.
Il primo accertamento, del 9 settembre, riguarda un locale di 20 metri quadrati in viale Carducci. Il documento contesta un cambio di destinazione d’uso in contrasto con le norme urbanistiche e sanitarie. A descrivere l’utilizzo degli spazi è quanto rilevato all’interno: letto, elettrodomestici, fornelli con pentole, televisore, frigorifero, indumenti, calzature, cuscini e alimenti.
Il secondo nuovo caso è in viale dei Mille, dove il 17 settembre sono state rilevate quattro pensiline e tre tettoie, per una superficie indicata di 66,50 metri quadrati. Le contestazioni riguardano interventi eseguiti senza o in difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività, opere prive del permesso di costruire e violazioni delle norme per la riduzione del rischio sismico.
Più articolata la pratica di via I Maggio, oggetto di un’ordinanza di ripristino del 17 settembre, successiva a un accertamento di maggio. Il prospetto riporta una superficie complessiva di 480,64 metri quadrati e nove voci di irregolarità: dalla mancata demolizione di fabbricati alle modifiche di aperture, partizioni interne e scala, fino a lucernari non previsti, un ripostiglio trasformato in camera con bagno, l’accesso a un sottotetto dichiarato non praticabile, una cantina e un nuovo deposito sul retro.
L’altra ordinanza, del 22 settembre, interessa viale Bologna e riprende un caso di giugno. Su 99,18 metri quadrati sono contestati una porta realizzata senza CILA, l’uso residenziale di un bilocale e un monolocale destinati all’attività turistico ricettiva e la chiusura di tre finestre. Il documento registra accertamenti e provvedimenti, senza indicare quando siano state realizzate le opere.