Secondo l’opinione pubblica nazionale – quella che non conosce i problemi “da dentro” ma una sintesi la deve trovare per forza – la crisi del turismo balneare dipenderebbe solo dal rincaro degli ombrelloni della spiaggia. L’ha detto anche Alessandro Gassmann, geni formidabili da attore ma, ogni tanto, portatore sano di “cagate pazzesche”. Come questa appunto.
Il “tiro al bagnino”, nella settimana a cavallo di Ferragosto, è stato un po’ lo sport nazionale, mentre sul territorio il tema non è stato minimamente dibattuto, anzi. L’unico a puntare il dito contro una sola categoria è stato il presidente dei bagnini di Gatteo Mare Massimo Bondi che se l’è presa con il (presunto) rincaro applicato dagli albergatori.
A parte questa “voce fuori dal coro” le analisi si sono, più opportunamente, soffermate sul costo generale della vita, partendo dagli stipendi (sempre uguali) fino ad arrivare al carrello della spesa (quello sì oggettivamente più caro).
A sollevare gli scudi sulla categoria dei bagnini ci ha pensato stavolta il sindaco Matteo Gozzoli che, intervenuto al podcast di Art Mbt (foto sotto), ha chiarito la sua posizione: “Le accuse sul caro-ombrellone?Penso – ha detto il primo cittadino – sia un approccio totalmente sbagliato ed ingeneroso. Hanno deciso di soffermarsi sull’ultimo miglio della filiera, saltando a piè pari tutti i rincari inflazionistici che si registrano a monte, a partire dal costo delle materie prime fino ad arrivare al carrello della spesa. Detto che il caro-ombrellone sulla costa romagnola non esiste, io penso che certe tematiche vadano trattate in maniera più seria e, invece, soprattutto a livello nazionale, si parla spesso di turismo in maniera troppo leggera e superficiale. Dire che il turismo balneare è in crisi per i rincari della spiaggia mi pare una rappresentazione che non sta in piedi e che certo non ci porta nella giusta direzione. Dirò di più: il fatto che questa lettura venga data a ridosso delle aste demaniali mi pare anche un modo per gettare discredito ed alimentare una campagna denigratoria verso una categoria che certo non merita questo trattamento”.
A proposito di Bolkestein, ancora mancano i decreti attuativi per le concessioni demaniali ma i Comuni devono comunque organizzarsi: a che punto siamo a Cesenatico?
“Mah, ormai io inizio a sospettare che questi decreti attuativi non arriveranno più. Questo significa che saranno gli enti locali a doversi occupare in toto della questione. Purtroppo i tempi sono strettissimi visto che, secondo il crono-programma imposto dall’Europa, le procedure dovranno essere avviate entro e non oltre giugno 2027. La partita è molto importante per il nostro territorio visto che, solo a Cesenatico, parliamo di oltre duecento licenze all’asta tra stabilimenti balneari, chioschi, ristoranti e colonie. Se non subentreranno novità, io credo che, tra l’autunno ed i primi mesi dell’inverno, noi dovremmo cominciare a ragionare per capire come muoverci. Lo faremo ovviamente in sinergia con la Regione e con tutti gli altri enti locali coinvolti. A Cesenatico abbiamo già da tempo istituito un gruppo di lavoro che, ad oggi, si è occupato soprattutto di approfondire gli aspetti giuridici per evitare che ogni gara si trasformi poi in un ricorso e in un contenzioso. E poi ci sono aspetti tecnici molto complessi sui quali attendiamo ancora indicazioni anche se, lo ripeto, a questo punto, io temo che i decreti attuativi non arriveranno”.
