6 Ottobre, 2026 Cesenatico

Il giorno in cui Cesenatico perse la sua voce: il 6 luglio di Marino Moretti

Ci sono uomini che appartengono alla propria città per nascita. E ce ne sono altri che, attraverso la scrittura, finiscono per diventarne l’anima. Marino Moretti apparteneva a questa seconda categoria. 

Quando il 6 luglio 1979, a pochi giorni dal suo novantaquattresimo compleanno, si spense nella casa di via Marino Moretti dove aveva trascorso gran parte della sua esistenza, Cesenatico non perse soltanto uno scrittore: perse la propria voce più autentica. 

La sua morte, avvenuta serenamente per cause naturali legate all’età, chiuse una vicenda umana e letteraria che aveva attraversato quasi un secolo di storia italiana. 

Nato il 18 luglio 1885, Moretti era stato testimone dell’Italia umbertina, delle due guerre mondiali, della nascita della Repubblica e del boom economico, senza mai smettere di osservare il mondo con quello sguardo discreto e malinconico che ne fece uno dei maggiori interpreti del Crepuscolarismo. 

Ma la sua grandezza non risiede soltanto nella produzione poetica e narrativa. Moretti riuscì in qualcosa che pochi scrittori hanno saputo fare: trasformare una piccola città di mare in un luogo universale della letteratura. Le case del porto, il canale, la nebbia invernale, i pescatori, i silenzi delle strade e la quotidianità apparentemente semplice di Cesenatico diventarono materia poetica, simboli di una provincia capace di parlare a tutta l’Italia.

Negli ultimi anni continuò a vivere nella sua casa, circondato dai suoi libri e dalle sue carte. Pur molto anziano, non rinunciò al dialogo con gli studiosi e nel 1975 partecipò personalmente a un convegno organizzato dalla Biblioteca comunale dedicato alla sua opera, dimostrando una curiosità intellettuale rimasta viva fino alla fine. 

Con la sua scomparsa si concluse un’epoca, ma iniziò anche una nuova stagione. La casa dove aveva scritto gran parte delle sue opere non rimase una semplice dimora privata: divenne Casa Moretti, uno dei più importanti luoghi della memoria letteraria italiana, custode della biblioteca, dell’archivio e degli oggetti che raccontano la vita dello scrittore.

A quarantasette anni da quel 6 luglio, Marino Moretti continua a vivere nelle sue pagine e nella sua città. Perché alcuni scrittori raccontano un luogo. I più grandi, invece, riescono a renderlo eterno. E Cesenatico, grazie a lui, continua ancora oggi a parlare la lingua della poesia.

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