22 Settembre, 2026 Cesenatico

Imu sulle piattaforme, Luciano Bassi: “Non sono pentito di aver votato contro”

L’arrivo nelle casse del Comune di Cesenatico dell’Imu sulle piattaforme ha inevitabilmente innescato una sorta di revisionismo storico su quella pagina controversa della nostra storia politica. 

Nella giornata di ieri, c’è stato il botta & risposta tra l’ex sindaco Roberto Buda e il capogruppo del Pd in consiglio comunale Mario Drudi. Ora nel dibattito interviene Luciano Bassi che, come lui stesso si presenta, fu uno dei consiglieri del centrodestra (Popolo delle Libertà) che, in un drammatico consiglio comunale del 2016, votò contro quel bilancio, sfaldando – di fatto – la maggioranza e condannando il Comune di Cesenatico all’onta del commissariamento. 

Per dire la sua, Bassi sceglie con coraggio un’arena ostile, ovvero la pagina Facebook dello stesso Buda: “Io sono uno di quelli che votò contro il bilancio – scrive Bassi – e naturalmente non mi vergogno. Votare un bilancio con entrate virtuali, cioè senza una parte sicura di soldi, non me la sono sentita. Prima di quel consiglio comunale ci fu la riunione di maggioranza ed io ed altri ribadimmo che, se il bilancio fosse stato portato in consiglio così come era, avremmo votato contro, perciò tutti conoscevano l’eventuale esito. Si poteva rimandare per discuterne ulteriormente. Ora, se fosse andata diversamente, cioè senza quelle entrate, chi ci pensava a pareggiare il bilancio? Nella vita privata – conclude l’allora esponente di Forza Italia – sono abituato ad inquadrare la situazione prima di nuove operazioni e così non mi vergogno assolutamente, anzi sono orgoglioso di essere così”. 

Immediata la replica perentoria ma cordiale di Roberto Buda: “In effetti – spiega l’ex sindaco – come dici tu, sapevamo già prima che avreste votato contro, ma ho sperato fino all’ultimo che cambiaste idea! Ho provato in tutti i modi a farvi capire che le entrate erano legittime. C’erano sentenze, pareri tecnici (l’ENI infatti versò parte di quelle entrate già a fine 2016) e una buona parte dell’IMU piattaforme era coperta da un fondo a tutela del Comune. Purtroppo non ci sono riuscito anche a causa dell’allora minoranza che gettò molta benzina sul fuoco (facendo bene il suo lavoro), ma anche perché ci fu qualcuno dei nostri che, fuori dal Consiglio Comunale, soffiava sul fuoco. Questo – conclude Buda – rese molto difficile riuscire a vedere con lucidità quello che stava accadendo. Qualcuno di loro poi si è con me personalmente e pubblicamente scusato”. 

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