La fronda interna non gli fa cambiare idea. Dopo la lettera firmata da 64 esponenti del Pd riminese – tra cui l’ex vicesindaco Melucci – indirizzata al segretario regionale del Pd Luigi Tosiani, Michele de Pascale ribadisce la sua proposta sugli stabilimenti balneari: prevedere un equo indennizzo per chi dovesse perdere la spiaggia con le nuove gare, a carico del concessionario entrante.
“La mia posizione è nota da anni e non implica risorse pubbliche”, sottolinea il presidente dell’Emilia-Romagna, respingendo l’accusa di voler attingere ai bilanci dello Stato o della Regione.
La polemica esplode all’indomani del TTG di Rimini, dove il tema è tornato centrale anche per la sponda del governo, con Matteo Salvini che ha rilanciato l’idea dei ristori. De Pascale riconosce che Bruxelles ha sollevato obiezioni, ma insiste: “La questione degli indennizzi è un nodo italiano: se si vuole, si può risolvere con più strumenti”. Da qui la puntualizzazione politica: “È sbagliato dire che sto cambiando idea. Il Pd è storicamente favorevole a un meccanismo di compensazione: una proposta analoga fu presentata già nel 2012 per accompagnare l’applicazione delle aste”.
Agli autori della missiva, che richiamano la normativa europea senza alcun rimborso, il governatore replica con fermezza ma senza scontro: “Da oltre 15 anni seguo questo dossier. L’ho spiegato più volte anche in campagna elettorale. Non c’è dietro alcuna improvvisazione: si tratta di tutelare l’impresa uscente e dare certezza a chi entra, nel rispetto delle regole e della concorrenza”.