Certi notti assomigliano a una vecchia fotografia ritrovata in un cassetto. Sono cambiati gli arredi, i volti, persino il nome sull’ingresso. Eppure qualcosa torna familiare. È successo ieri sera sul lungomare Carducci, dove il Madame ha aperto le porte negli spazi dell’ex Cicala, restituendo alla città un piccolo frammento della sua memoria notturna.
Una discreta affluenza ha accompagnato il debutto: persone abituate a frequentare questo genere di locali, ma anche curiosi, entrati per scoprire che cosa fosse diventato quell’indirizzo rimasto a lungo in silenzio. Una prima serata che ha mescolato la novità della riapertura al richiamo di un nome, La Cicala, ancora impresso nei ricordi di tanti cesenaticensi.

Dentro, luci verdi, rosse e blu disegnano riflessi sui pavimenti chiari. I divanetti scuri e i tavolini circondano le pedane, i pali cromati attraversano la sala, una tenda rossa richiama il linguaggio del piccolo spettacolo notturno. I tacchi alti proiettano ombre lunghe: dettagli che appartengono a un immaginario preciso, quello dei night, delle ore piccole e di una Riviera capace di restare sveglia anche lontano dall’estate.
C’è un filo di malinconia in queste atmosfere. Raccontano una Cesenatico nella quale la notte aveva i suoi indirizzi, le sue consuetudini, luoghi di cui si parlava anche senza esserci mai entrati. Il Madame prova ora a inserirsi in quel racconto con ambienti rinnovati e una gestione associativa, della quale Luca Carli Ballola è vicepresidente.
Una serata inaugurale, naturalmente, non basta a dire quale sarà il futuro del locale. Serviranno continuità e un pubblico disposto a tornare anche nei mesi freddi. Intanto, per una sera, al civico 122 si sono riaccese le luci. E insieme, forse, qualche ricordo di quando sul lungomare si usciva senza avere troppa fretta di tornare.









