22 Settembre, 2026 Cesenatico

Marco Ossanna, 50 anni di consolle: il ritorno a Belluno dove tutto ebbe inizio

Cinquant’anni di consolle, di notti, di musica e di pubblico. Un traguardo raro, importante, che Marco Ossanna – da 25 anni a Cesenatico per amore – festeggerà questa sera (venerdì 13) allo Chalet 70 di Belluno, tornando esattamente nel luogo in cui tutto è cominciato. Un anniversario che ha il sapore della memoria, ma anche quello di una passione rimasta intatta, capace di attraversare epoche, mode e trasformazioni profonde del mondo della notte.

Ossanna, originario di Cremona, si trasferì con la famiglia a Belluno quando aveva undici anni. Ed è proprio lì che, nella seconda metà degli anni Settanta, nacque la sua storia da dj. «Ho cominciato a metà degli anni ’70, quando ero ancora un ragazzetto che andava a scuola», racconta. «Suonavo la batteria, avevo la passione per la musica e frequentavo l’unica discoteca che c’era in città». Allora il locale si chiamava Club 70: si ballava il sabato sera, si cominciava presto e si finiva altrettanto presto, in un clima molto diverso da quello di oggi. Poi accadde l’imprevisto che cambiò tutto: il dj del locale dovette partire per il militare, serviva un sostituto, e quel ragazzo appassionato, con già una certa dimestichezza e molta curiosità, si ritrovò dietro alla consolle. Era la fine del 1975. E da lì partì tutto.

Nei primi anni furono i locali della zona, poi il Veneto e il Friuli, quindi il salto verso palcoscenici sempre più prestigiosi. Negli anni Ottanta la sua crescita proseguì costante, fino all’approdo nel 1991 al Pineta di Milano Marittima, uno dei locali simbolo di una stagione irripetibile. Da lì arrivarono le collaborazioni nei club più importanti d’Italia: Pascià di Riccione, Paradiso di Rimini, Tenax di Firenze, Gilda di Roma, oltre a tante altre consolle dove Ossanna si fece notare per stile, tecnica e capacità di leggere il pubblico. Qualità musicali e mestiere, in un tempo in cui il dj – a differenza di oggi – era prima di tutto selezione, sensibilità e conoscenza.

A metà degli anni Duemila arrivò poi una nuova svolta. Senza abbandonare la musica, Ossanna scelse di esplorare il mondo del video entertainment, iniziando una lunga ricerca di materiali rari, dvd, performance e immagini da tutto il mondo. Da quel lavoro nacque una seconda carriera, che lo portò a collaborare con agenzie, brand ed eventi di alto profilo, in Italia e all’estero. Una traiettoria ricca di esperienze, costruita sempre sulla stessa base: cultura musicale, curiosità e professionalità.

L’evento di questa sera, però, avrà un significato speciale soprattutto per il suo valore simbolico. Lo Chalet 70, infatti, è la nuova vita di quel locale in cui tutto ebbe inizio. «Rincontrerò una marea di persone che in un certo senso mi hanno sempre visto, conosciuto, seguito e sostenuto», spiega. Non una celebrazione qualsiasi, dunque, ma il ritorno nel luogo della genesi artistica, cinquant’anni dopo.

E non sarà una festa qualunque neppure dal punto di vista musicale. Ossanna suonerà infatti solo vinili, affiancato da Luca Garaboni, dj di solida esperienza e con un percorso importante alle spalle, tra cui gli anni da resident al Blue Marlin di Ibiza. Una scelta precisa, quasi un manifesto: riportare al centro il gesto, il suono, il disco, la materia viva della musica.

In un’epoca in cui tutto corre veloce e spesso esperienza e competenza sembrano contare meno, Marco Ossanna celebra così il suo percorso nel modo più coerente possibile: tornando all’origine, con i vinili in mano, davanti a quel pubblico che lo ha visto nascere e crescere. Mezzo secolo dopo, la passione è ancora lì. E continua a girare, come un 45 giri sul piatto.

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