La bicicletta, una passeggiata e gli amici al muretto di Cesenatico. A novant’anni Pietro Giunchi ha ritrovato le abitudini che scandiscono le sue giornate grazie a un delicato intervento al cuore. Il 2 settembre ha festeggiato il compleanno con la compagnia di sempre: “90 anni sono tanti e bisogna celebrarli”.
Otto anni fa gli era stata impiantata una valvola aortica con la TAVI, una procedura che permette di intervenire attraverso un catetere, evitando la chirurgia a cuore aperto. La protesi biologica aveva però iniziato a deteriorarsi e Pietro aveva ricominciato ad avere problemi. Durante un ricovero in un altro ospedale gli era stato riferito che non vi fossero possibilità di reintervento, “per l’età avanzata e la complessità legata alla precedente protesi”.
È stata la moglie a contattare l’équipe dell’IRCCS Maria Cecilia Hospital di Cotignola, guidata dal professor Fausto Castriota. Gli specialisti hanno studiato l’anatomia del paziente e la valvola già presente, individuando una soluzione pur in presenza di un rischio elevato.

Hanno eseguito una TAVI-in-TAVI: una nuova valvola transcatetere inserita all’interno di quella deteriorata. Una procedura possibile in pazienti selezionati, dopo un’attenta valutazione delle condizioni cliniche e anatomiche.
“Era un intervento ad alto rischio, che ha richiesto una pianificazione accurata e un lavoro di équipe”, spiega Castriota, responsabile del dipartimento cardiovascolare e dell’Heart Valve Center. Nel caso di Pietro, le caratteristiche anatomiche e quelle delle due protesi rendevano l’operazione “particolarmente delicata”.
Il risultato, per Giunchi, è stato il ritorno alla quotidianità. “Questa volta i medici hanno fatto un capolavoro, dopo appena due giorni in ospedale sono tornato a casa”, racconta.
Adesso percorre quattro o cinque chilometri in bicicletta, cammina e nel pomeriggio raggiunge il muretto, dove lo aspettano gli amici di sempre. “Siamo tutti novantenni ma siamo ancora in gamba, soprattutto di testa!”.