Lympha – il progetto di fattibilità dell’amministrazione comunale di Cesenatico per il futuro della Vena Mazzarini – è prima di tutto una visione condivisa: ripensare quello spazio come infrastruttura ecologica e sociale capace di cucire la città turistica con l’abitato quotidiano. L’idea – maturata nell’alveo delle strategie urbane del Comune e oggi raccontata anche alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia – nasce dalla volontà di trasformare un confine in un tessuto connettivo, un luogo oggi marginale in un corridoio verde centrale, accessibile e vissuto.
Il progetto di fattibilità, sviluppato da Pier Currà Architettura e cofinanziato per metà dal Comune di Cesenatico e per metà dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, sintetizza ambizioni diverse in un unico disegno: tutela ambientale, qualità dello spazio pubblico, attrattività turistica e benessere microclimatico.
“È un progetto di fattibilità che abbiamo finanziato metà noi, metà la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, con lo studio Currà, a cui avevamo chiesto di sviluppare un’idea innovativa di recupero della Vena Mazzarini del futuro – dichiara il sindaco Matteo Gozzoli – il progetto doveva tenere insieme gli aspetti turistici e quelli della comunità, prevedendo momenti di spettacolo, giochi d’acqua, ma anche rinaturalizzazione. L’obiettivo è farne un canale verde, un corridoio nel cuore della città turistica, unico nel suo genere e in linea con le strategie del nostro PUG”.

In quest’ottica, il progetto Lympha è molto ambizioso: propone fitodepurazione e rinverdimento delle sponde, sistemi di ombreggiamento naturale, nuove connessioni pedonali e ciclabili, piattaforme di sosta e osservazione, isole e percorsi galleggianti per una fruizione dolce e didattica dell’acqua che – da bordo da contenere – diventa così matrice di progetto: supporto di biodiversità, regolatore microclimatico, palcoscenico per attività culturali e sociali. Il linguaggio dell’intervento punta alla leggerezza e alla reversibilità, riducendo gli impatti e aumentando le opportunità d’uso stagionali e quotidiane.
Il valore di Lympha è anche nella misurabilità degli esiti: più verde, più ombra, più continuità ciclopedonale, migliore comfort estivo e una qualità percettiva capace di generare nuove abitudini urbane. Nel solco della transizione ecologica, il progetto individua indicatori chiari – dalla riduzione della temperatura percepita al miglioramento del comfort (PMV) – per orientare scelte e investimenti. In parallelo, l’intervento dialoga con la memoria marittima di Cesenatico, traducendola in dispositivi contemporanei che favoriscono sicurezza, trasparenza visiva e riconoscibilità.

A livello di immaginario, un nodo simbolico è il ponte “Senza Peso”, primo stralcio capace di ricucire un attraversamento in sofferenza e di anticipare il carattere dell’insieme: una struttura essenziale, evocativa delle reti e dei capanni da pesca, che alleggerisce l’impatto e restituisce continuità allo sguardo lungo l’asse del canale. È il segnale di una progettualità che non rinuncia alla qualità formale mentre costruisce un’infrastruttura di prossimità per residenti e visitatori.
La selezione per la Biennale Architettura 2025 – all’interno del Padiglione Italia dedicato al rapporto tra terra e mare – offre a Lympha una vetrina internazionale, ma soprattutto restituisce alla città una narrazione coerente: Cesenatico sperimenta modelli replicabili di adattamento climatico e rigenerazione, con un approccio interdisciplinare e pragmatico. Non un rendering di utopie, dunque, ma un quadro di possibilità concrete che si integrano con le linee del PUG e con le esigenze di fruizione pubblica.

Resta, com’è naturale, la variabile delle risorse. «Lo sviluppo futuro è molto legato alla presenza di bandi che possano finanziare un’opera del genere», prosegue il sindaco Gozzoli. «Abbiamo costruito un’idea solida e riconoscibile; ora lavoreremo per cogliere le opportunità che si apriranno, valorizzando gli elementi che meglio rispondono alle necessità della comunità e del nostro territorio».
Così, almeno sulla carta, la Vena Mazzarini torna a essere protagonista: non più margine, ma spina dorsale verde e blu lungo cui far scorrere mobilità lenta, socialità, educazione ambientale e nuove forme di attrattività. È l’idea dell’amministrazione comunale per un futuro vicino e raggiungibile: una città che mette l’acqua al centro come motore di benessere, identità e qualità dello spazio pubblico.

