Per due giorni il suo nome ha riempito i post, le bacheche e i gruppi: Adele Gandolfi, 23 anni, di Ferrara, era ufficialmente scomparsa dal 6 settembre. Amici, conoscenti e perfino perfetti sconosciuti la cercavano sul web, condividendo appelli e foto. Poi, la ricomparsa a sorpresa: Adele è riemersa con un lungo messaggio in cui racconta i suoi spostamenti quasi come in un diario di viaggio.
«Sono stata a Porretta, poi a Bologna, poi a Milano», scrive, spiegando di aver potuto mangiare solo grazie all’aiuto di un’amica conosciuta in un ricovero DCA e di aver trovato ospitalità per miracolo grazie alla “carità” di un albergatore. A Porretta, aggiunge, ci sarebbe stato persino “un gran casino al bar Renzo”, prima della fuga da suo padre.
Nel suo racconto non manca la precisazione geografica: «Mia sorella è di Lagosanto, non di Comacchio». Un dettaglio che molti lettori hanno trovato surreale, quasi a sdrammatizzare la tensione delle ore di attesa.
Insomma, la giovane è riapparsa, come altre ragazze scomparse nei giorni scorsi, con un tono che ha spiazzato tutti. Non più comunicati ufficiali o appelli disperati, ma un messaggio che sembra il resoconto di una gita fuori porta.
Il web, che fino a ieri condivideva post allarmati, oggi tira un sospiro di sollievo ma con una punta di ironia: la vicenda di Adele dimostra ancora una volta come la linea tra paura collettiva e cronaca quasi grottesca possa essere sottilissima.
