6 Ottobre, 2026 Cesenatico

Un presidio che si muove: in arrivo l’ufficio itinerante della Municipale

Nel confronto pubblico di ieri sera promosso dal Comitato per la Sicurezza e il Decoro è emerso un progetto che, dai prossimi mesi, promette di aumentare la sicurezza sul territorio: l’auto della Polizia Municipale itinerante, pensata cioè come presidio mobile capace di “stazionare” nei quartieri e non solo di attraversarli.

Ad anticipare l’iniziativa è stato il comandante della Polizia Locale Alessio Rizzo (molto applaudito da una sala strapiena) che ha fornito alcuni dettagli del nuovo servizio. Si tratta di un veicolo (già acquistato dall’amministrazione) – attrezzato come piccolo punto operativo e di ascolto – da collocare per uno o due giorni in una zona e poi da spostare altrove, secondo un calendario prestabilito, ma anche secondo le necessità contingenti. Un presidio visibile, riconoscibile e ripetuto, utile sia a rafforzare il controllo di prossimità sia a dare ai cittadini un riferimento immediato per segnalazioni e richieste urgenti.

Il modello dell’unità mobile si collega al concetto di “sicurezza partecipata”: incontrare residenti e commercianti, raccogliere informazioni e, quando serve, coordinare l’intervento con le altre forze dell’ordine. È anche una risposta pragmatica alla nostalgia del “vigile di quartiere” di una volta: “impossibile da ripristinare stabilmente con gli organici attuali – ha spiegato Rizzo – ma in parte sostituibile con una presenza più stanziale e mirata, capace di alzare l’effetto deterrente soprattutto nelle aree dove il disagio è più evidente”. 

Accanto alla riorganizzazione del presidio sul territorio, il dibattito – che ha visto anche la presenza dell’assessore alla sicurezza Mauro Gasperini – ha toccato gli strumenti di tutela degli operatori, con un interessante focus sui taser, ovvero i dispositivi elettrici di autodifesa utilizzati dalle forze dell’ordine per immobilizzare temporaneamente una persona senza ricorrere a un’arma da fuoco.

Per la Polizia Locale l’adozione è possibile, ma non automatica: richiede infatti un passaggio politico-amministrativo e, soprattutto, la ratifica del Consiglio Comunale. In altre parole, una volta definito l’impianto regolamentare e le modalità d’impiego, basterebbe una chiara volontà politica dell’amministrazione, formalizzata con un voto in Consiglio, per procedere all’acquisto e dotare gli agenti del dispositivo. 

Il nodo, quindi, è soprattutto politico e procedurale, più che tecnico. Lo stesso Rizzo, dopo aver sottolineato che “non esistono evidenze scientifiche circa la relazione tra scariche da taser e scompensi cardiaci”, ha evidenziato che, nella maggior parte dei casi, “può bastare mostrare l’apparecchio e attivare la scarica dimostrativa per interrompere condotte aggressive senza arrivare allo scontro fisico”. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Redazione

Redazione

La nostra redazione è composta da appassionati di Cesenatico e della sua comunità, che con dedizione e passione si impegnano a raccontare storie, eventi e novità che animano la nostra realtà locale.