25 Settembre, 2026 Cesenatico

Vi portiamo alla scoperta del primo “Albergo Etico” di Cesenatico

Anche a Cesenatico, al civico 20 di via Cavour nel quartiere di Ponente, da quest’estate ha aperto un “Albergo Etico”, ovvero strutture ricettive che impiegano, tra i propri dipendenti, anche lavoratori con disabilità intellettiva. 

Si tratta di un progetto nato una decina d’anni fa ad Asti, dove per la prima volta – nello storico ristorante “Tacabanda” – vennero assunti alcuni ragazzi con ritardi mentali. 

A spiegarci nel dettaglio questo importante progetto di inclusività è Fiorella Borio, una delle responsabili dell’Associazione Albergo Etico che, come detto, da quest’anno, per la prima volta, ha avviato un’esperienza anche nella nostra città: “Questa idea – spiega – è nata banalmente da un incontro: quello tra Nicolò, un ragazzo 18enne con la sindrome di Down, e lo chef Antonio De Benedetto, attuale presidente dell’Associazione Albergo Etico. Nicolò, dopo una serie di esperienze negative, si era presentato per uno stage formativo nel ristorante di Antonio. Tra loro fu ‘amore’ a prima vista e, da quell’incontro, è nata la cooperativa sociale Download che, da 15 anni, gestisce il progetto Albergo Etico. Oggi Nicolò, oltre ad essere un maitre referenziatissimo, è iscritto come socio fondatore della cooperativa assieme ad Alex Toselli (presidente) e allo stesso Antonio De Benedetto (vice)”. 

Il progetto Albergo Etico, dopo l’esperienza pilota di Asti, ha aperto in questi anni altre “filiali” con hotel a Roma, Rocca Monfino (Caserta), Genova e in Valle d’Aosta, oltre ad un panificio etico a Sondrio. Da quest’estate, come detto, è partita un’esperienza anche a Cesenatico, dove sono regolarmente assunti tre giovani lavoratori. 

“I ragazzi – prosegue Fiorella – non li scegliamo noi. Spesso ci contattano le famiglie e, a quel punto, li conosciamo, cercando di non trascurare nulla. E’ vero, ad esempio, che questo progetto è finalizzato all’indipendenza dei ragazzi, ma a noi sta molto a cuore anche il sostegno alle loro famiglie. In ogni caso, dopo una serie di colloqui incrociati, i ragazzi vengono inseriti in un percorso di formazione che, nel nostro caso, si svolge con la collaborazione della scuola alberghiera di Asti. Riusciamo a farli accedere a dei corsi a loro dedicati, dove imparano le varie mansioni che si svolgono all’interno di un albergo, dai lavori in cucina a quelli in lavanderia, fino alle faccende che si svolgono ai piani. Solo dopo un’accurata formazione di circa 400 ore vengono inseriti nelle strutture dapprima come tirocinanti e poi, quando il ragazzo dimostra piena efficienza e affidabilità, si parla anche di regolare assunzione”. 

Il momento della formazione è cruciale non solo da un punto di vista professionale, ma anche per la loro crescita personale visto che, durante lo stage, i ragazzi abitano nell’Accademia dell’Indipendenza dove imparano anche a prendersi cura di loro stessi. 

“Al termine di questo percorso – assicura Fiorella – diventano dei lavoratori assolutamente affidabili. Il loro rendimento è esattamente lo stesso di quello di un dipendente normodotato. L’importante è spiegargli con chiarezza i loro compiti. A quel punto, magari possono risultare un po’ più lenti, ma il risultato finale, in termini di precisione, a volte è persino superiore. Si tratta infatti di lavoratori molto motivati che ci tengono a fare bella figura e che trovano nello sbocco professionale l’unica opportunità per evadere da una vita piatta e alienante trascorsa prevalentemente dentro le mura di casa. Io lavoro da quindici anni in questa cooperativa e devo dire che, nelle varie esperienze all’interno degli alberghi etici, ho visto dipendenti cosiddetti ‘normali’ creare molti più problemi e con disturbi della personalità molto più accentuati di quelli dei nostri ragazzi”.   

E l’utenza come risponde? “Direi molto bene, ci fanno tanti complimenti e si congratulano con i nostri lavoratori per la loro efficienza. In quindici anni – spiega – soltanto in tre occasioni i clienti, vedendo quei ragazzi, hanno girato i tacchi e se ne sono andati. Capita, non è un dramma, così come capita che, a volte, siano trattati con una po’ di compassione. Ma si tratta di un retaggio culturale che comunque sta cambiando perchè, se non avessero quei tratti somatici lievemente riconoscibili, giudicandoli solo in base al servizio che riescono a garantire, nessuno si accorgerebbe della differenza”.  

I loro progetti futuri? Ce li raccontano loro stessi: “Con questa esperienza – spiega Giovanna, 29 anni di Vicenza – la mia vita è migliorata tantissimo. Oggi riesco ad organizzare molto meglio le mie giornate e, sul lavoro, penso di aver imparato a fare le pulizie molte bene”.

“Il lavoro ha cambiato totalmente la mia vita – aggiunge Filippo, 21 anni da Sondrio – io in hotel faccio le camere e preparo le tavole della sala. All’inizio facevo qualche errore, ma oggi credo di saper fare il mio lavoro in maniera precisa”. 

“Per me lavorare è molto importante – conclude Pietro Paolo, 31 anni di Pistoia – per altro, facendo questo lavoro, ho anche trovato l’amore (si è fidanzato da un paio di mesi con Giovanna, ndr) e, dunque, fra qualche anno spero anche di sposarmi”. 

Per la cronaca, all’interno della cooperativa, le relazioni sentimentali non sono una rarità. E non solo fra persone speciali. Lo scorso anno, ad esempio, ad Asti un operatore normodato della Download è convolato a nozze con una ragazza con la sindrome di Down.

© RIPRODUZIONE RISERVATA