Per qualche giorno, la speranza di ritrovare Alessandro Venturelli ebbe l’indirizzo di una spiaggia di Cesenatico. Era l’inverno del 2021 e a Valverde, poco prima del Covid, qualcuno aveva incontrato un giovane che gli somigliava. Una segnalazione capace di portare fino alla Riviera l’angoscia di una famiglia di Sassuolo, rimasta senza notizie del figlio dal 5 dicembre precedente. A quasi sei anni dalla scomparsa, quell’episodio resta una delle pagine della vicenda: una speranza mai diventata certezza.
Alessandro aveva vent’anni quando uscì dalla casa in cui viveva con i genitori. Portò con sé uno zaino, lasciando il cellulare. Da allora, nessuna risposta definitiva su dove sia finito. La madre Roberta Carassai continua a cercarlo e a contestare una lettura della scomparsa che, a suo giudizio, “non tiene sufficientemente conto delle condizioni del ragazzo”.
Il collegamento con Cesenatico risale ai primi giorni di gennaio 2021. Roberta pubblicò un appello nel gruppo Facebook “Sei di Cesenatico se”: aveva ricevuto una segnalazione che considerava credibile, relativa a un ragazzo sulla spiaggia di Valverde. Il giovane avrebbe parlato con due persone e si sarebbe poi trattenuto a lungo con una ragazza. La famiglia chiedeva a chiunque si riconoscesse nella scena di farsi avanti.

A rendere particolarmente nota quella pista fu il coinvolgimento di Raoul Casadei. Secondo le cronache dell’epoca, il musicista avrebbe conversato con il giovane sulla spiaggia e successivamente segnalato la somiglianza ai familiari. Il 3 febbraio 2021 anche “Chi l’ha visto?” rilanciò il caso: era Alessandro il ragazzo incontrato da Casadei a Valverde il 5 gennaio? Il padre cercava soprattutto la ragazza presente quel giorno. L’identificazione, tuttavia, non risulta confermata.
Quel passaggio distingue il legame documentato con la città da una presenza accertata: Cesenatico entrò nelle ricerche attraverso una testimonianza, senza che si potesse stabilire che il giovane fosse davvero Alessandro.
Nell’aprile 2026 il tribunale di Modena ha archiviato il fascicolo. Roberta ha reagito chiedendo cambiamenti nelle leggi e ribadendo: «Non ci arrendiamo». Ha fondato Nostos, associazione per la ricerca delle persone scomparse, trasformando la propria battaglia anche in sostegno ad altre famiglie.
Per i genitori, la domanda resta aperta. Come resta nella memoria di Cesenatico quell’appello arrivato in pieno inverno: un volto da riconoscere, una conversazione sulla sabbia, la possibilità che qualcuno avesse visto Alessandro.
