17 Settembre, 2026 Cesenatico

Azzardo online, il caso Borghi: 17,8 milioni giocati in un anno. Ma cosa sta accadendo?

Trentaquattro miliardi e 700 milioni di euro giocati in un anno, dei quali 4,6 miliardi effettivamente persi. Sono i numeri dell’azzardo nei 3.146 Comuni italiani con una popolazione compresa tra 2.000 e 9.999 abitanti, analizzati nella terza edizione del rapporto “Non così piccoli”, promosso da Fondazione Isscon, Federconsumatori e Cgil.

Si tratta del 40% dei Comuni italiani, nei quali vive circa un quarto della popolazione. Nel 2025 queste realtà hanno concentrato più di un quinto dei 165,34 miliardi di euro complessivamente giocati in Italia. Il dato più evidente riguarda la progressiva migrazione verso smartphone e computer: nei piccoli Comuni l’online rappresenta ormai il 63,3% della raccolta, mentre nel 2019 si fermava al 33%.

Il rapporto individua 113 Comuni in una situazione definita di “crisi acuta”, perché la giocata media online per residente tra 18 e 74 anni supera il doppio della media nazionale, pari a 2.365,81 euro. Il fenomeno rimane particolarmente forte nel Mezzogiorno, ma gli autori segnalano la crescita di anomalie anche in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Ed è proprio in Romagna che compare il caso più vicino a noi. Cesenatico, avendo una popolazione superiore al limite fissato dall’indagine, non rientra nel campione. Nella provincia di Forlì-Cesena, però, il Comune di Borghi si colloca al dodicesimo posto nazionale e presenta il valore più elevato dell’intera Emilia-Romagna.

Nel 2025 a Borghi, Comune di 2.915 residenti, la raccolta dell’azzardo online ha raggiunto i 17.815.075 euro. Rapportata alla popolazione tra 18 e 74 anni, equivale a 8.094,08 euro pro capite: più di tre volte la media italiana.

Ancora più impressionante è la progressione. Nel 2023 la media era di 1.192,39 euro; nel 2024 era salita a 2.903,84 euro, fino al balzo del 2025. La raccolta complessiva è passata dai 2,58 milioni del 2023 ai 6,39 milioni del 2024, per arrivare a 17,8 milioni: un aumento del 178,7% in dodici mesi e del 589,8% in due anni.

A fronte delle somme giocate, le vincite ammontano a 17.649.719 euro, mentre la differenza, indicata come perdita, è di 165.356 euro, appena lo 0,9% della raccolta. Una percentuale molto bassa che potrebbe essere legata alla tipologia delle giocate e all’elevata rotazione delle somme sui conti online.

Ma cosa sta accadendo a Borghi? Il dato non significa necessariamente che ogni residente abbia realmente giocato oltre 8.000 euro. Lo stesso rapporto invita alla prudenza: nei piccoli centri l’attività di uno o pochi giocatori con volumi molto elevati può modificare radicalmente la media. Tra le ipotesi indicate figurano conti riconducibili a giocatori professionisti, sistemi informatici o connessioni geolocalizzate nel territorio e consistenti flussi finanziari concentrati su poche utenze.

Sono scenari generali, non accuse riferite a Borghi, e i numeri da soli non consentono di stabilire quale sia la spiegazione. Proprio per questo l’anomalia meriterebbe un approfondimento da parte delle autorità competenti e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La domanda resta aperta: dietro quei 17,8 milioni c’è una diffusione reale dell’azzardo tra la popolazione oppure il comportamento di pochissimi conti capaci di alterare tutte le statistiche?

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