C’è qualcosa di profondo nel modo in cui il BadaFest riesce, ogni anno, a riempire il Parco di Levante. Perché in mezzo alla musica, agli skate, ai colori, alle opere d’arte e alle persone che si incontrano, rimane sempre presente una storia. Quella di Federico “Bada” Manca, il ragazzo a cui questa festa è dedicata e dal cui ricordo, nel 2022, è nata un’idea capace di crescere fino a diventare uno tra gli appuntamenti più sentiti per il calendario di Cesenatico.
La seconda giornata della quinta edizione ha proseguito ieri – domenica 20 settembre – il viaggio cominciato sabato, con il parco nuovamente trasformato in uno spazio aperto alla musica, alla creatività e alla condivisione più autentica. Una giornata iniziata già dalla mattina e arrivata fino alla sera, con un programma pensato per vivere il festival non soltanto davanti al palco, ma attraverso le varie anime che compongono il BadaFest: arte, skate, laboratori, mercatini, cibo e momenti di incontro.



E poi la musica, ancora una volta protagonista. Sul palco sono arrivati Selton, Kymono, Giacomo Toni, Koko Moon e Todo Bardo, accompagnando il pubblico verso la conclusione di due giornate nelle quali generi, linguaggi e generazioni differenti hanno trovato il modo di convivere nello stesso luogo. Accanto ai concerti, spazio anche alle performance del Collettivo Deviazione Standard e di Valentina Spinelli, fino alla mostra di Alessandro Pellegrino e al live painting di Emi&Chicco e Alice Tamburini.
Ma sarebbe riduttivo raccontare il BadaFest soltanto attraverso ciò che è successo sul palco. La sua vera essenza, infatti, sta proprio in quello che rimane quando la musica si spegne: la capacità di trasformare un dolore in un’occasione di incontro e, soprattutto, di fare della memoria uno strumento per aiutare chi oggi sta attraversando un momento difficile.
Anche quest’anno, così, il festival mantiene il proprio impegno a sostegno della salute mentale e del benessere psicologico dei giovani. Il ricavato viene destinato a progetti sul territorio, attraverso la collaborazione con realtà come il Centro Famiglie ASP del Rubicone e la Cooperativa Amici di Gigi. Un percorso che negli anni ha contribuito, tra le altre cose, a sostenere lo sportello psicologico nelle scuole medie “Dante Arfelli” di Cesenatico ed altre iniziative rivolte ai ragazzi.



Ed è proprio questo il senso più profondo del BadaFest. Non dimenticare, ma ricordare facendo; non fermarsi all’assenza, ma provare a riempirla con qualcosa di positivo. Una canzone, un sorriso, una tavola da skate, un pennello, anche una semplice parola pronunciata al momento giusto.
Per due giorni Cesenatico ha fatto festa nel nome di Bada. E ancora una volta quella festa ha dimostrato che un ricordo, quando viene condiviso, può continuare a camminare. E può persino diventare un modo per prendersi davvero cura degli altri.

















